GEAPRESS – Tutto documentato. Nell’isola del Giglio, Parco Nazionale, sono state installate pure trappole per i mufloni. Le hanno documentate gli attivisti antibracconaggio, da alcuni giorni sull’isola, che dopo la denuncia di ieri (vedi articolo GeaPress) sono stati individuati ed insultati. Non nel paese ma in aperta campagna, ovvero nel Parco Nazionale. Bracconieri all’opera che non esitato, sicuri del loro operato, di minacciare i volontari guidati da Piero Liberati nel campo scuola antibracconaggio.

“C’è stato pure un caso – da riferito Piero Liberati a GeaPress – di un energumeno che, appena si è accorto che eravamo nei pressi delle trappole, ci ha inveito augurandoci di fare la stessa fine degli animali. Non si era però accorto – ha aggiunto Liberati – che in quel momento stavamo ridando la libertà ad una intera famigliola di coniglietti”.

Alcune Guardie, in giro lungo le strade del Parco, oggi si sono viste, ma in campagna è terra di bracconieri. Ad osteggiarli è intervenuto però un piccolo pettirosso.

“Tutto filmato e ben documentato – spiega Liberati -. Il pettirosso si era incuriosito dello scatto della telecamera nascosta nei pressi di una trappola. In pratica continuava ad attivarla permettendo così di filmare molto bene un bracconiere del luogo che ha iniziato ad armeggiare presso la trappola di un coniglio”.

Il micidiale arnese, di fatto un cappio costruito con filo metallico, era stato però già distrutto dagli attivisti. Quanto è bastato, anche a questo bracconiere, per mandarli a quel paese. Tutto filmato. Bracconiere, trappole e pettirosso in servizio antibracconaggio.

Che peccato. Il pettirosso nel bresciano è il simbolo di uno storico e valente campo antibracconaggio del Corpo Forestale dello Stato. Al Giglio, invece, le cose sembrano andare in maniera diversa ed allora il pettirosso sembra darsi da fare per il rispetto della legalità.

Nei prossimi giorni sarà reso noto il materiale documentale che non pone in buona luce un Parco Nazionale, forse difficile per alcun aspetti gestionali (si tratta del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano) ma che di sicuro non può permettersi illegalità.

GeaPress ricorda che l’attività antibracconaggio è totalmente autofinanziata. Spostamenti, acquisto delle attrezzature, tra cui la stessa telecamera della quale si è servito il pettirosso …, sono acquistati a spese dei volontari. Per questo abbiamo deciso di aiutarli e chi lo vorrà potrà contribuire direttamente tramite l’apposita sezione messa a disposizione da GeaPress.

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