GEAPRESS – Dimessa dal pronto soccorso con una prognosa di sei giorni. La Guardia Volontaria del WWF aggredita ieri mattina da un bracconiere munito di una pala è così dovuta ricorrere alle cure dei sanitari. I Carabinieri ed il Corpo Forestale dello Stato dovranno ora chiarire la dinamica dell’incidente, causato da chi probabilmente è anche proprietario del fondo nei pressi del quale la Guardia stava provvedendo alla rimozione dei micidiali lacci-cappio in filo metallico. Veri e propri arnesi da tortura posti lungo i camminamenti dei conigli.

Il Corpo Forestale ha provveduto insieme ai volontari di LAC e WWF alla bonifica del luogo rinvenendo ben 150 trappole di questo tipo. Come già rilevato nel corso del campo antibracconaggio condotto dai volontari del CABS la scorsa settimana (vedi articolo GeaPress) l’isola è purtroppo avvilita da una diffusa illegalità, in piena area del Parco Nazionale, che si manifesta con l’apposizione di lacci per conigli e “schiacce”. Si tratta, in quest’ultimo caso, di grosse pietre tenute appena alzate da un bastoncino collegato all’esca che serve ad attirare il malcapitato uccellino. Appena viene mossa l’esca, il bastoncino si sposta e la pietra cade schiacciando il volatile.

A tal proposito Raimondo Silvestri, Presidente regionale della LAC (Lega per l’Abolizione della Caccia) si chiede come mai la Provincia di Grosseto non interviene per fare rispettare le norme sulla protezione della fauna (compito attribuitogli dalla legge). Questo, peraltro, in luoghi ove la gravità del bracconaggio locale è fin troppo nota. Addirittura all’interno del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.

Secondo la LAC non è prima volta che si verificano aggressioni ai volontari sull’Isola del Giglio.

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