GEAPRESS – Alla notizia del disastro venatorio italiano, lamentato dai volontari antibracconaggio all’opera nell’isola di Ischia (NA), i cacciatori locali avevano risposto indignati. Non per la loro opera, però. Bensì stigmatizzando le accuse rivolte al diffuso bracconaggio presente nell’isola e riferendo di “sensazionalismo“. Trappole, colpi di fucile in periodo di caccia chiusa, pure maxitagliole da 35 centimetri di diametro pericolosamente piazzate sul bordo dei sentieri (vedi articolo GeaPress).

Poi l’intervento del NOA, il Nucleo Operativo Antibracconaggio del Corpo Forestale dello Stato e la denuncia di sei bracconieri sorpresi a sparare a Punta Pelara (vedi articolo GeaPress).

Cinque di loro erano però cacciatori con regolare porto d’armi. Con tutta probabilità, salvo intervento superiore dell’Autorità di polizia, potranno continuare ad andare a caccia, visto che la legge di settore non prevede alcun ritiro immediato del porto d’armi. Non solo. Mentre il bracconiere senza porto d’armi uso caccia potrà essere denunciato per il più potente reato di furto al patrimonio indisponibile dello Stato, per i cinque cacciatori nulla in tal senso potrà essergli addebitato. Questo perché la legge sulla caccia li protegge dall’applicazione del reato di furto, furto aggravato e ricettazione, sempre che riferito al patrimonio indisponibile dello Stato.

Una situazione già delicata e che ora si complica alla luce della notizia diffusa dalla LIPU circa il fatto che tutti e cinque i cacciatori avrebbero dichiarato di essere aderenti a Federcaccia, ovvero una delle maggiori Associazioni venatorie italiane.

La LIPU, con il suo Presidente Fulvio Mamone Capria, ha rilevato come non serve solo a parole dichiararsi contro il bracconaggio. Con una lettera inviata al Presidente di Federcaccia Gian Luca Dall’Olio, Fulvio Mamome Capria ha chiesto infatti di “valutare la possibilità di prendere severi ed esemplari provvedimenti nei confronti di questi ultimi soggetti che a Ischia hanno macchiato l’immagine della Sua associazione, volendoli anche pubblicamente comunicare ai cittadini. Sarebbe un’ottima occasione per dare un segnale di legalità, responsabilità e senso civico“.

Un malcostume venatorio che ad Ischia, ad avviso della LIPU, assume toni di spregiudicatezza unici. Proprio per questo la LIPU ha avviato una decisa Campagna Antibracconaggio nazionale che, oltre a una raccolta fondi a sostegno delle attività antibracconaggio, prevede anche una raccolta di firme indirizzata al Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Mario Catania, affinché siano garantiti, al Corpo Forestale dello Stato, i fondi necessari per la lotta al bracconaggio.

Di fenomeno consolidato nel tempo e ancora in grado di incidere pesantemente sui contingenti migratori, ha altresì riferito, sempre a proposito del grave fatto occorso ad Ischia, la Senatrice Radicale Donatella Poretti che già lo scorso 16 aprile ha presentato al Senato una dettagliata interrogazione parlamentare avente ad oggetto i reiterati e diffusi atti di bracconaggio avvenuti nell’isola (SCARICA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE). Ai Ministri della Politiche Agricole, dell’Interno e dell’Ambiente, la Senatrice Poretti aveva tra l’altro chiesto quali misure si sarebbero adottate al fine di prevenire e reprimere un fenomeno criminoso che arreca danni gravissimi alla biodiversità, che costituisce un patrimonio comune, e copre di discredito il nostro Paese anche all’estero.

Ad intervenire anche l’Europarlamentare dell’IdV Andrea Zanoni che già nei giorni scorsi aveva scritto, proprio in merito al bracconaggio nell’isola di Ischia, al capo della Forestale dott. Cesare Patrone. “Ho partecipato personalmente ai campi antibracconaggio sull’isola – ha dichiarato l’On.le Zanoni – e so quanto sia difficile e pericoloso contrastare il fenomeno della caccia illegale“. L’Eurodeputato plaude all’intervento del Corpo Forestale dello Stato, ma invita a non abbassare la guardia. “La pronta reazione del Nucleo Antibracconaggio è la migliore risposta che mi potevo aspettare alla mia lettera – ha aggiunto l’On.le Zanoni – Adesso però bisogna continuare a sorvegliare l’isola affinché i bracconieri non tornino alla carica con i loro fucili e le loro trappole”. Zanoni ricorda che Associazioni come WWF e LIPU avevano anche denunciato l’utilizzo di fucili clandestini con matricola abrasa, “indizio di una pericolosa connivenza con la criminalità organizzata che procura e occulta armi rubate mettendo a rischio anche l’incolumità delle migliaia di turisti provenienti da tutta Europa”.

L’isola di Ischia, nodo cruciale delle migrazioni degli uccelli, è in buona parte Area SIC–Sito d’Importanza Comunitaria, ai sensi della Direttiva “Habitat”.

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