Ischia – il video della maxitrappola
Per i cacciatori, però, è sensazionalismo.
GEAPRESS – “Non la molliamo più”. Così promettono per Ischia i volontari del CABS, lo speciale gruppo antibracconaggio guidato in Italia da Andrea Rutigliano e Piero Liberati. Nei giorni scorsi i primi interventi (vedi articolo GeaPress). 150 trappole tra cui due maxitagliole pericolose anche per l’uomo. Una novità assoluta per l’isola, così come confermato dai volontari ischitani della LIPU. Ed ancora richiami elettroacustici e tanti bossoli di fucile da caccia disseminati sul terreno.
I volontari del CABS diffondono ora le foto ed il video che mostra come viene disarmata una delle due grandi tagliole rinvenute proprio ai bordi di un sentiero frequentato da gitanti. Trentacinque centimetri di diametro ed opportunamente occultata nella terra. La grande tagliola, probabilmente destinata a i conigli, era legata tramite un filo metallico ad un paletto. Poi il coltello tenuto da Piero Liberati fa scattare la tremenda trappola che sebbene non dentata, avrebbe potuto causare seri danni specie ad un bambino.
150 trappole trovate in alcuni casi con uccelli già morti ed appartenenti a specie protette. Stiaccino (nella foto) e cutrettole, soprattutto dalle parti di Fiaiano e Monte Epomeo. Fabio Saiezzi, Stefano Ballirano, Piero Liberati (nella foto con le trappole trovate ad Ischia) e Andrea Rutigiliano. Questi i nomi dei primi quattro volontari coadiuvati nell’azione antibracconaggio dai volontari della LIPU di Ischia.
“Ischia è molto distante da ogni segnale di contrazione del fenomeno del bracconaggio – ha dichiarato a GeaPress Andrea Rutigliano, responsabile CABS per l’Italia –. Le trappole sono collocate in diversi posti. Nei pressi di un solo orto ne abbiamo trovate più di 40. Sono 15 anni che le azioni antibracconaggio si portano avanti ad Ischia – ha aggiunto Rutigliano – ma non notiamo significative riduzioni del fenomeno, anzi“.
I volontari ischitani della LIPU parlano di vero e proprio boicottaggio messo in atto contro le azioni di repressione del fenomeno. Dopo il primo articolo pubblicato nei giorni scorsi da GeaPress (vedi articolo GeaPress) sono intervenuti i cacciatori. Con un loro esponente hanno sminuito la portata del fenomeno e parlato di sensazionalismo.
“Le trappole ad Ischia sono presenti fin dal mese di marzo – ha aggiunto Rutigliano – ma continueranno in tale maniera fino ad almeno metà maggio. Vorremmo essere molti di più la situazione è veramente preoccupante ed in alcuni casi decisamente pericolosa e non solo per gli uccelli. Invito tutti a vedere il filmato e lo scatto di quella trappola. A pochi passi da noi c’erano dei bambini che stavano giocando“.
Non vuole entrare nella polemica neanche Piero Liberati, il coordinatore italiano dei campi del CABS, il quale tiene solo a precisare come il fenomeno sia fin troppo evidente.
Intanto ad Ischia si prosegue, anzi per l’anno prossimo il CABS promette un vero e proprio campo antibracconaggio. Ischia, Ponza ed altri luoghi, al momento tenuti riservati. A giorni torneremo a parlarne.
GeaPress ricorda ai lettori che gli interventi antibracconaggio sono totalmente autofinanziati. Si basano cioè sul libero contributo di chi ha a cuore la difesa della natura e la vita degli animali. Trappolati, come nel caso di Ischia ed uccisi, se ancora vivi, con lo schiacciamento del torace o della testa. Per questo ti invitiamo a fare una donazione per i campi antibracconaggio del CABS (VEDI PAGINA DEDICATA). Ti informeremo passo passo sulla loro attività.
© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati
SE VUOI AIUTARE I VOLONTARI CONTRO IL BRACCONAGGIO CLICCA QUI
VEDI FOTO:
VEDI VIDEO:








Scusate, ma che uccelli ci prendono con queste trappole ne video???
Piccoli uccelli protetti in migrazione, principalmente balie nere, stiaccini, culbianchi, codirossi…
@ stefano.che tiri per i fondelli il lavoro dei volontari del CABS? nella trappola grande e’ scontato che ci finiscono i poveri conigli,o volpi,oppure cinghiali “al bracconiere va bene tutto” le trappoline piccole che si chiamano SEP costano al massimo quattro euro,sono illegali ma guarda te esistono aziende che le producono!!! misteri della caccia..e delle leggi del cavolo.
Vergognoso, tutto alla luce del sole, come se fosse normale disseminare il territorio di trappole. Viviamo proprio in un paese che a volte mi lascia allibito. Continuo a ripetere che serve l’esercito per porre fine alla piaga del bracconaggio, oltre a pene così pesanti che ci pensi due volte.
Sull’isola di ischia sono presenti: corpo forestale dello stato, quattro caserme carabinieri + comando compagnia, commissariato polizia di stato, tenenza della guardia di finanza, sede distaccat polizia provinciale, polizia municipale di quattro comuni. Non dovrebbe volare una mosca, invece trappole ovunque e si spara alla grande a caccia chiusa quasi sempre con fucili con matricola abrasa di provenienza furtiva.
Se non intervengono le guardie volontarie delle associazioni ambientaliste o come in questo caso gli attivisti del CABS, nulla succede e i bracconieri sono i padroni indiscussi dell’isola.
Siamo in Italia!
è pazzesco, hai ragione Pippo, non sapevo di tutto questo spiegamento di forze. Perchè non hanno fatto loro quello che hanno fatto i ragazzi (fantastici) del CABS?
sarebbe il caso di cacciare a malo modo tutte le forze di polizia sopra citate e totalmente inoperose su un’isola ove il controllo dovrebbe essere agevolato….ma questa feccia di bracconieri quando la smettono di oltraggiare la natura-la tragedia è che quando li prendono non gli fanno niente se non li premiano addirittura-..grazie a quei ragazzi che hanno posto fine allo scempio