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GEAPRESS – Sembrano ancora una volta gli allevamenti all’aperto in vicinanza delle zone umide, quelli  di particolare riferimento per i possibili rischi di diffusione del virus influenzale H5N8 apparso per la prima volta in Italia in un allevamento in provincia di Rovigo.

Con due Ordinanze disposte dal Ministero della Salute e rese note dalla FNOVI (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani) vengono infatti dettate le misure di controllo al fine di prevenire la diffusione del virus ad alta patogenicità.

Con un primo Dispositivo Dirigenziale (scarica documento), il Ministero ha tra l’altro disposto, tra le misure di biosicurezza, il divieto ad affettuare fire, mostre e mercati di pollame nelle Regioni Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna. Limitazioni anche per gli allevamenti all’aperto industriali, che dovranno essere applicate dalle Regioni e Province Autonome.

Più particolareggiato, invece, il secondo provvedimento dirigenziale (scarica documento) inviato tra gli altri, agli assessorati alla Sanità delle Regioni ed ai relativi Uffici della Province autonome.  Si tratta del divieto di utilizzo di caradriformi ed anseriformi come richiami vivi. Si precisa che il divieto di tale utilizzo era stato sospeso a seguito di deroga. La mutata situazione epidemiologica ha ora indotto le Autorità sanitarie alla sospensione della deroga. Dunque, fino a data da stabilirsi, vige il divieto.

In quest’ultimo provvedimento ministeriale viene inoltre rilevato come “gli uccelli selvatici, e in particolare gli anatidi, rivestono un ruolo fondamentale per quanto riguarda l’introduzione e diffusione dell’influenza aviaria, poichè in grado di mantenere la maggior parte dei virus influenzali aviari nell’ambiente“.  Il pericolo finora rilevato, a causa dei possibili contatti indiretti, è quello delle produzioni degli allevamenti avicoli.

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