testa antilope azzurra
GEAPRESS – Quattro bracconieri fermati e sei chili di carne di antilope azzurra sequestrati assieme a due pistole ed attrezzatura per il bracconaggio. E’ successo nelle immediate vicinanze del Tadoba Andhari Tiger Reserve, nello stato indiano del Maharashtra.
Stante quanto riportato dalle autorità indiane, la carne sarebbe servita all’approvvigionamento di un villaggio dei luoghi. Tre bracconieri sono ancora ricercati.

Dopo avere abbattuto la grossa antilope, i cacciatori di frodo hanno provveduto alla sua macellazione. Una volta spellata e sezionata, la carne sarebbe stata distribuita agli abitanti.

Un fatto comune, anche in Italia, sebbene il termine di bushmeat, chissà perchè, vale in genere per animali selvatici uccisi nelle foreste tropicali di Asia, Africa e Sudamerica. Un termine che ispira sentimenti avversi alle popolazioni che praticano la caccia.

Eppure, nel nostro paese, le Forze dell’Ordine hanno spesso rivenuto cinghiali o altri ungulati, uccisi e macellati in loco. La carne, in questi casi, serve probabilmente ad approvvigionare il mercato illegale di ristoranti e trattorie compiacenti. Un fatto purtroppo molto comune ma che difficilmente si appela con il termine di “Bushmeat”. In India, invece, la notizia dell’antilope azzurra macellata, è apparsa nei giornali proprio come esempio di Bushmeat sempre più incalzante.
Secondo l’International Animal Rescue Foundation World Action India, non vi sarebbe altro nome per indicare il fenomeno.

I due bracconieri ora individuati sarebbero persone esperti dei luoghi e già nel passato coinvolti nella caccia nella foresta.

La segnalazione dell’atto di bracconaggio era pervenuta ad altra associazione, la Wildlife Protection Society of India (WPSI), che aveva subito passata la notizia  al Dipartimento delle Foreste.

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