GEAPRESS – Non si sono ancora sopite le critiche al vetriolo tra i cacciatori veneti (vedi articolo GeaPress) che si sono pubblicamente accusati di strane agevolazioni politiche, ed ecco un nuovo singolare caso di una Regione molto animosa in tema di caccia.

Giorni addietro, una persona di fiducia della Provincia di Verona, incaricata per gli abbattimenti cosiddetti di selezione, è stata pizzicata dal Corpo Forestale dello Stato in attività di bracconaggio. Il cacciatore, passato ora tra le file dei presunti bracconieri, era a quanto pare impegnato a sparare alle stesse specie per le quali, nei periodi e nei metodi di caccia consentiti, accompagnava i selettori cacciatori. Le cronache dei giornali hanno descritto di tutto. Pure il tentativo di occultare le prove. Di questo è giusto che se ne occupi la magistratura. Ovviamente tutta la fiducia al Corpo Forestale ed anche un pizzico di benevolenza per il cacciatore accusato di bracconaggio. Avrà un processo. 

Che fine ha fatto il mondo politico? Eccolo: dopo giorni di silenzio è intervento l’Assessore Provinciale alle Politiche Faunistiche, Fabio Venturi. Per lui, complimentatosi con il Corpo Forestale, cacciatori e bracconieri sono due cose diverse. Ha chiesto chiarimenti al Corpo Forestale, e nel caso sospenderà, fino alla fine del processo, il cacciatore responsabile della Provincia ora accusato di bracconaggio. Non solo, vuole fare costituire la Provincia di Verona parte civile nel processo contro il cacciatore presunto bracconiere. Sarebbe la prima volta, avrebbe commentato l’Assessore. All’Assessore che non vuole fare di tutta un’erba un fascio, neanche quando la mala pianta allignerebbe nei settori da lui diretti, verrebbe però da chiedere che senso ha l’avviso di attivazione degli impianti di cattura degli uccelli, anche obsoleti, che la Provincia ha emanato poche ore fa, precisando che potrebbero poi avvenire variazioni sulla base del parere (preventivo!) dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (I.S.P.R.A)?.(GEAPRESS).