GEAPRESS – Cosa si intende per appezzamento in cui è presente coltivazione di frutta? Nelle province di Rimini, Ravenna e Forlì-Cesena, si riscrive il concetto visto che per definire un appezzamento basta una singola pianta. Teoricamente anche un bonsai, ironizza il WWF Emilia Romagna, criticando il parere con il quale le amministrazioni provinciali romagnole hanno così consentito di potere centrare a fucilate lo storno, specie protetta. Una deroga, dunque, che va contro non solo il parere dell’organo tecnico al quale la legge sulla caccia ha delegato questi argomenti, ovvero all’ISPRA, ma anche alla disposizione regionale.

Dunque, se un cacciatore pone nel suo appezzamento, fosse solo un prato all’inglese, una piantina di olivo, ma (come dicono le province) “con frutti solidali alla stessa in maniera naturale“, ha soddisfatto il principale requisito per sparare contro lo storno. Ovviamente se i frutti sono solidali in maniera naturale. Non valgono, cioè, quelli attaccati con il nastro adesivo…

Precauzione che però, stante i controlli eseguiti dalle Guardie volontarie del WWF, nelle giornate di sabato e domenica, non ha impedito di incappare in situazioni definite rocambolesche e fantasiose.

Per il WWF è questo il risultato di un giochetto all’italiana. Una buffonata, insomma. La Regione, cioè, formalmente rispetta quanto richiesto dalla Comunità Europea pur sapendo che in realtà le cose andranno diversamente. Le Province, infatti, accontentano i cacciatori locali smentendo spudoratamente la Regione e facendosi beffa di quest’ultima.

Lo storno, per le Direttive Comunitarie e nazionali, è una specie protetta. Ormai è noto, riferiscono sempre dal WWF, come la caccia agli uccelli migratori sta creando seri problemi nei rapporti fra l’Italia e il resto d’Europa. Le varie condanne ricevute dalla Corte di Giustizia Europea sono proprio lì a dimostrarlo.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati