GEAPRESS – I fatti sono avvenuti lo scorso 14 settembre nella Contea di Funny a nord dello Stato americano della Georgia. Foreste di latifoglie che richiamano, nelle attuali denominazioni, gli antichi popoli indiani che un tempo vi abitavano. Un pick up fermato ad un posto di blocco della Georgia State Patrol, la divisione del Dipartimento della Pubblica Sicurezza dello Stato americano, specializzata nel controllo stradale. L’automezzo aveva violato i limiti di velocità. Nel retro del pick up la sorpresa. Un testa di cervo. E’ ancora fresca e sul fondo appaiono le tracce di sangue rosso appena asciugato.

Nessuno dei sette passeggeri di quel pick up aveva però la licenza di caccia. I sette si difendono asserendo di aver trovato il cervo già morto a causa di un incidente stradale. La vicenda viene così passata al servizio di sorveglianza della fauna selvatica. I sette vengono tutti interrogati e si procede ad una cosa che in Italia, a causa della bassa rilevanza dei reati di natura venatoria, sarebbe impensabile. Il controllo di quanto registrato dalla videosorveglianza in strada.

Il risultato arriva dopo meno di un mese. I passeggeri di quel pick up avevano mentito e per questo vengono denunciati per possesso illegittimo di fauna selvatica, attività venatoria in assenza di licenza di caccia, violazione delle specifiche norme sulla caccia agli ungulati oltre che per … il tempo fatto perdere alle Forze dell’Ordine (obstruction of law enforcement, ovvero non aver cooperato con le Forze dell’Ordine). Ora le conclusioni delle indagini. Secondo quanto comunicato dall’Ufficio delle Risorse Naturali della Georgia, sono stati spiccati sette mandati di arresto.

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