ibis enno
GEAPRESS – L’abbattimento in Val Camonica di un rarissimo Ibis eremita (il giovane Enno) in migrazione, è solo l’ultimo caso di animali appartenenti alla fauna protetta, finiti a colpi di fucile da caccia.

Lo afferma la LAC (Lega Abolizione Caccia), sezione di Brescia, che ricorda come dall’inizio della stagione venatoria i Centri di Recupero hanno già ricoverato decine di uccelli, tra cui rapaci presi a fucilate sul territorio bresciano. Il solo CRAS Valpredina (BG) gestito dal WWF ha recuperato più di trenta rapaci nelle ultime settimane. Si tratta, afferma sempre la LAC, di un bilancio parziale delle polizie ambientali che contiene una infinità di casi di illegalità portate allo scoperto.

Secondo la LAC la realtà venatoria nel Bresciano è eufemisticamente indecente, scandalosa; e anche alla luce dell’evidente inadeguatezza degli organici dei corpi di vigilanza istituzionali si ritorna a chiedere una sospensione immediata della caccia a causa di quella che i protezionisti definiscono la manifesta impossibilità di fermare quella che è a tutti gli effetti una strage indiscriminata.

Non c’è altra risposta possibile a questa illegalità montante – afferma la nota della LAC – e questa è anche l’unica replica possibile alle associazioni venatorie, capaci da sempre di mendicare deroghe ai regolamenti europei. Alla politica provinciale chiediamo un atto di coraggio e di decenza; un intervento deciso capace di dare finalmente il segnale di una presa di distanza da ogni illegalità; da ogni ipocrisia a sfondo elettoralistico nel solo interesse dell’ambiente e di chi lo vuole vivere senza depredarlo”.

A livello nazionale, afferma la LAC, la priorità è l’attuazione del Piano di azione per il contrasto degli illeciti contro gli uccelli selvatici redatto da Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) su commissione del Ministero dell’Ambiente. Per questo viene sollecitata la messa in campo di tutti gli strumenti operativi e risorse necessarie per la sua realizzazione, senza doversi scontrare con i ritardi della burocrazia.

L’Ibis Enno è stato ucciso in Val Camonica, in località Angone nel comune di Darfo Boario Terme. Si tratterebbe di un’area ad alta densità di atti di bracconaggio dove, dalle piane di Ono San Pietro più a nord, scendendo fino a Losine, Pianborno, Darfo Boario Terme, Artogne e Pisogne, si spara in maniera quasi impunita.
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