GEAPRESS – Il fucile era talmente distante che i Forestali hanno visto prima il lampo e solo dopo hanno avvertito il rumore dei colpi sparati. Di notte, venerdì scorso, tra i boschi di Barberino di Mugello, in provincia di Firenze.

I Forestali si mettono in cerca di quello che ha tutta l’aria di essere un bracconiere esperto. Si muove agevolmente ed una volta individuato, nei pressi di un fuoristrada, lo vedono trainare un corpo enorme. Lo seguono con discrezione fino ad un locale dove, prima di scaricare il grosso cinghiale, riappare vestito da macellaio. Ha pure grandi stivali gommati e poi coltellaccio ed altro ancora. Nel locale inizia a sentirsi rumore di catene e quando i due Forestali di pattuglia, giungono alla porta, una figura femminile, dall’interno, si scaglia per chiuderla. Si trattava della moglie del bracconiere.

Lui, classe 1938, non è solo un cacciatore esperto, ma anche macellaio sicuramente abituato al suo compito. Del fatto ne sono certi gli inquirenti. Tagli ed attrezzi non sono di un principiante. Catene ed un povero cinghiale (nella foto) appeso e già squartato, in pochi minuti. Denunciato per detenzione dell’arma in posto diverso da quello dichiarato e per caccia di notte ed in giorno non consentito.

Ma a cosa poteva servire un cinghiale di oltre 90 chili? Gli inquirenti la considerano solo come una delle strade da seguire, ma comunque il pensiero va alla fornitura di ristoranti e trattorie. Tutto illegale, nel caso. Fosse solo per la violazione delle normative sanitarie. I servizi anti bracconaggio, nella zona, sono stati curati dalle Stazioni forestali di Barberino di Mugello e Ceppeto. 

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