cinghiale
GEAPRESS – Notizie che si accavallano ormai con cadenza quotidiana. Più operazioni che coinvolgono diversi corpi di polizia e che sottolineano, giorno per giorno, l’illegalità venatoria diffusa in Italia.

Dopo i settanta denunciati comunicati ieri dal Corpo Forestale dello Stato in  provincia di Brescia (vedi articolo GEAPRESS), nuovi interventi sono stati messi in campo nelle province di Biella e Vercelli. Venti unità dei rispettivi Comandi Provinciali della Forestale hanno sottoposto a controllo una decina di cacciatori. Nonostante il numero relativamente basso di cacciatori controllati, sono stati sequestrati 11 animali abbattuti ed elevate 4 sanzioni amministrative, ciascuna pari ad un importo di 154 euro. Tre sanzioni sono state contestate nel comune di Formigliana ed una nel comune di Brusnengo. Ad essere contestata è la mancata annotazione sul tesserino venatorio degli animali abbattuti. Le sanzioni sono state elevate, contro quattro cacciatori  provenienti dalla provincia di Bergamo e da quella di Brescia.

I Forestali hanno sequestrato tre esemplari di beccaccino, sette di tordo bottaccio ed uno di tordo sassello.

I controlli sono stati indirizzati prioritariamente all’attività venatoria svolta contro l’avifauna migratoria in area di pianura. Secondo la Forestale vi sarebbe una  incidenza di violazioni non irrilevante, seppur con illeciti soltanto di natura amministrativa. Per tale ragione, le attività di controllo verranno ulteriormente potenziate nel prosieguo della stagione venatoria con lo scopo di assicurare la piena regolarità nell’esercizio sino a conclusione della stagione.

Bracconieri anche in Sardegna, dove il  Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale del  Servizio Ispettorato di Cagliari nelle zone del Sarrabus e della Barbagia di Seulo ha portato a termine alcune importanti operazioni di contrasto al bracconaggio.

Nella mattinata, in località Is Perdigonis, la pattuglia della Stazione Forestale di Muravera sorprendeva in flagranza, un uomo intento a controllare e sistemare le trappole dirette alla cattura di lepri e conigli. Si tratta, spiega la Forestale della Sardegna, di marchingegni costituiti  da una armatura metallica composta da un doppio arco con un meccanismo a scatto. All’interno vi è l’esca costituita da frutta secca, come carrube o prugne, posta per attirare la selvaggina.

A seguito dell’ attività di perquisizione nell’abitazione del bracconiere, la pattuglia forestale rinveniva diverso materiale atto alla cattura di selvaggina nonché un ingente quantitativo di frutti utili come esche per attirare gli animali.

Nella mattinata di domenica, invece, gli uomini del Corpo forestale del Nucleo investigativo di Cagliari e della Stazione Forestale di Escalaplano, sorprendevano nelle campagne di Esterzili, due persone intente a trasportare nel cassone di un autocarro, un cinghiale appena abbattuto in giornata non consentita. Per tali fatti sono stati fermati e denunciati, mentre sotto sequestro è finito il corpo della femmina di cinghiale di circa 40 chilogrammi, raggiunta dai pallettoni sparati da un fucile calibro 12 sovrapposto. Sempre sotto sequestro, una trentina di cartucce dello stesso calibro e due radio ricetrasmittenti utilizzate durante la battuta di caccia.

Gli uomini della Forestale della Regione Sardegna, stanno ora lavorando per individuare anche gli altri componenti della battuta illegale. Ad uno dei due cacciatori è  stata, inoltre, contestata la violazione amministrativa per la mancanza della necessaria assicurazione per la responsabilità civile per l’esercizio della caccia. Dei fatti sono stati inviati dei dettagliati rapporti alle competenti Procure della Repubblica presso Il Tribunale di Cagliari e di Lanusei.

Un altro bracconiere è stato denunciato, questa volta dalle Guardie del WWF di Salerno intervenute nell’ambito comunale di Sant’Arsenio. L’operazione, realizzata anche grazie alla disponibilità del Comando Stazione Forestale di Polla, ha consentito di porre sotto sequestro una trentina di cardellini, alcuni dei quali trovati imbragati con cordicelle e ganci. Si tratta, in questo caso, degli zimbelli utilizzati per attirare i malcapitati volatili selvatici nella rete dell’uccellatore. Per alcuni volatili si è dovuto ricorrere al ricovero presso l’ospedale veterinario Il Frullone.

Animali protetti, tra cui un Gufo ed una Poiana, sono stati invece rinvenuti dalla Guardie ENPA nell’isola di Ischia (NA). Il sospetto, a quanto pare confermato dopo il ricovero veterinario, è che siano stati impallinati.

Cinque richiami elettromagnetici e 50 volatili (quaglie, tordi, allodole) sono stati invece sequestrati grazie all’intervento delle Guardie Ecozoofile dell’ANPANA, nel territorio delle province di Crotone e Catanzaro.

Tre richiami elettromagnetici riproducenti il canto della quaglia sono stati individuati nel territorio Comunale di Cutro (KR) in località Piani di Rosito, mentre in località Fratte, nel Comune di Isola di Capo Rizzuto (KR), sono stati sorpresi quattro cacciatori mentre esercitavano l’attività venatoria con l’ausilio di due richiami elettromagnetici. Altri due cacciatori sono stati individuati mentre effettuavano una battuta di caccia con l’ausilio di due cagnolini entrambi con collare elettronico.

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