GEAPRESS – Lungamente era rimasta a guaire bloccata per una zampa ad un laccio-cappio di metallo. Piazzato dai bracconieri probabilmente per i cinghiali, il nodo del cappio aveva iniziato inesorabilmente a stringersi sulla zampa di una femmina di pastore tedesco di circa sei mesi.

Mentre gli abitanti del luogo, preoccupati per i misteriosi lamenti, iniziavano a far pervenire le prime segnalazioni, un Agente della Polizia Provinciale di Imperia rintracciava il luogo, all’interno di un’area alberata, dove il cane cercava disperatamente di liberarsi dalla trappola mortale. Come già GeaPress ha avuto modo di documentare (vedi articolo GeaPress) i lacci agiscono come veri e propri cappi arrivando in alcuni casi a provocare, a seguito degli strattonamenti, l’amputazione dell’arto. Nel caso dei boschi di Imperia, però, il pronto intervento della Polizia Provinciale ha evitato il peggio ed il cane, liberato dal nodo, è subito corso verso la villetta dalla quale era verosimilmente fuggito ed è stato riconsegnato al proprietario.

Il problema dei bracconieri nell’entroterra di Imperia, così come confermato dalla stessa Polizia Provinciale a GeaPress, ha assunto toni allarmanti. Secondo l’Assessore ai parchi ed aree protette, con delega alla Polizia Provinciale di Imperia, Paolo Leuzzi sono ormai oltre un centinaio i lacci recentemente recuperati. Le trappole vengono abilmente nascoste tra la bassa vegetazione dei luoghi di frequente passaggio non solo dei cinghiali ma anche di caprioli. Il tutto, secondo l’Assessore, in pieno sfregio delle norme penali sul maltrattamento degli animali che sanzionano chi non rispetta la legge sulla caccia.

Sulla stessa linea d’onda il Dirigente della Polizia Provinciale di Imperia, dott. Giuseppe Carrega. Il bracconaggio avviene spesso di notte ed addirittura con armi munite di silenziatore. Ad essere interessato un pò tutto il territorio della provincia. A piazzare le trappole, i bracconieri che a volte coincido con gli agricoltori.

Recentemente, ricorda GeaPress, l’associazione dei giovani agricoltori di Confagricoltura (ANGA) aveva chiesto l’apertura anticipata della caccia al cinghiale nella provincia di Imperia. Secondo il calendario venatorio della provincia, firmato dall’Assessore provinciale alla cultura e pubblica istruzione, con delega alla caccia e alla pesca, Alberto Bellotti si potrà sparare al cinghiale dal tre ottobre al due gennaio nelle giornate di mercoledì e domenica. Non si capisce come si possa sparare ancora di più, visto che i piani di abbattimento sono stabiliti in funzione della consistenza stimata delle popolazioni selvatiche ed in base a questa gli impallinabili potrebbero essere fino al 90% (!), dei quali il 70% giovani sotto i 18 mesi e la restante parte di adulti. Questo sempre che, in una provincia dove il bracconaggio evidentemente insistente, qualcuno non inquini il cacciatore con la tentazione di non annotare correttamente gli animali uccisi. La caccia al cinghiale, peraltro, può essere consentita anche nei terreni coperti in tutto o in parte dalla neve.

Forse i danni denunciati dagli agricoltori andrebbero diversamente prevenuti. Questo anche alla luce della manifesta difficoltà, tra caccia e bracconaggio, a contenere le popolazioni dei cinghiali  con colpi di fucile o lacci di acciaio per pastori tedeschi e non solo. La Polizia Provinciale, infatti, tiene a precisare che si tratta di strumenti molto pericolosi anche per le persone. Intanto, grazie all’intervento della Polizia Provinciale, un pastore tedesco è stato salvato in una azione anti bracconaggio che evidentemente non concede soste.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).