GEAPRESS – Da fonte inquirente arriva la conferma che salverà il Sindaco di Verona Flavio Tosi da una vicenda giudiziaria. Il giovane cacciatore, ferito dal Sindaco sabato scorso durante una battuta di caccia in provincia di Udine, non presenterà querela. Essendo la prognosi inferiore ai venti giorni, dicono alla Polizia di Stato, non vi sarà procedibilità d’ufficio per il reato di lesioni colpose. Tosi, che ha già una condanna definita, potrà ora dormire sonni tranquilli. Il suo ferito, invece, sabato sera è stato operato, sebbene avrebbe potuto esserlo con qualche ora di anticipo. Dovrà ora sottoporsi, dicono all’Ospedale di Monfalcone, alla terapia antibiotica. I pallini, infatti, possono veicolare infezioni, fermo restando che se non si riesce a toglierli (non è però il caso del giovane cacciatore ferito da Tosi) potrebbero liberare pericolosi sali di piombo rischiando, cioè, il saturnismo.

Quello che è successo sabato scorso a Terzo d’Aquileia, nella riserva di caccia di proprietà di Zonin, l’industriale veneto del vino oltre che Presidente della Banca Popolare di Vicenza, non lo saprà nessuno a quasi. Varrà solo il racconto di Tosi. La Polizia di Stato, recatasi a Terzo d’Aquileia, ha potuto ascoltare, infatti, una sola persona. Né Tosi, né altri partecipanti alla battuta a lui vicino, erano presenti al controllo della Polizia. Il tutto si era già concluso da un pezzo. Questo perchè il giovane cacciatore ferito alle ore 12.00 (secondo quanto riferito) e visitato da un medico presente alla battuta di caccia, non si era subito recato al pronto soccorso di Monfalcone. Qui è arrivato solo alle 14.00. Eppure chi da via Trieste, la strada che da Cervignano del Friuli a due passi dalla riserva di caccia, conduce, tra i floridi vigneti della zona, a Monfalcone, impiega al massimo un quarto d’ora. Parrebbe, però, che il giovane cacciatore impallinato di rimbalzo da Tosi, abbia solo in un secondo tempo sentito veramente insopportabile il bruciore dei pallini ed infine si sia fatto ricoverare. La sua storia, poco chiara, ha infine insospettito gli operatori del pronto soccorso che hanno a questo punto avvisato la Polizia.

Ma chi era in compagnia di Tosi? Considerato quanto successo, ci si può basare solo sul suo racconto. Oltre all’industriale del vino, potrebbe esserci stato un primario che ha prestato un primo soccorso evidentemente non subito corrisposto ad un intervento di natura ospedaliera. Poi, stante quanto riferito dal Corriere della Sera oggi in edicola, l’Assessore alla Sanità della Regione Veneto Luca Coletto. In ultimo, secondo indiscrezioni circolate in ambienti inquirenti, forse un Assessore della Giunta veronese. Tosi si sarebbe meravigliato di tanto clamore ed ha dichiarato, sempre al Corriere, che su di lui si sono puntate le attenzioni di Polizia Provinciale, Corpo Forestale e Polizia di Stato.

Mi sembra un pò strano – ha dichiarato a GeaPress Alessandro Sperotto, responsabile friulano della LAC, Lega per l’Abolizione della Caccia – proprio per lui, quando in Friuli la vigilanza venatoria è ridotta al lumicino. In provincia – ha aggiunto Sperotto – sono confluite nella Polizia locale le guardie ittico venatorie che però sono state destinate anche ad altri servizi. Un territorio vasto e con ambienti così diversi, non è di fatto adeguatamente controllato. Ci voleva proprio Tosi, e pure in una riserva privata” ha concluso Sperotto.

Su quanto accaduto sabato, era intervento (vedi articolo GeaPress) anche l’europarlamentare veneto dell’IdV Andrea Zanoni, il quale aveva sottolineato come Tosi, che è anche Presidente regionale di Federcaccia, non può, lui come altri cacciatori, permettersi errori di questo tipo. Nessun cacciatore in battuta, aveva dichiarato Zanoni, può essere a rischio rimbalzo pallini. Di sicuro la probabile lepre pronto caccia (quelle, cioè, di allevamento liberate per i cacciatori) era finita troppo vicina al tiro di Tosi, tanto che i pallini, ben sette, hanno centrato il giovane cacciatore. E dire, ha aggiunto sempre Zanoni, che Tosi si era vantato della sua formidabile mira. Insomma, un giovane cacciatore impallinato, veramente fortunato. 

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