GEAPRESS – Non sono arrivati a lui casualmente. Il trentenne di Ceresara (MN) era già sotto controllo da almeno due mesi. Qualcuno aveva ben informato la Polizia la quale, giovedì sera, ha perquisito l’abitazione del cacciatore-bamboccione (viveva con i genitori). Dopo aver visionato i numerosi fucili da caccia, regolarmente denunciati, gli Agenti della Digos gli hanno chiesto se deteneva altre armi, e al suo no hanno iniziato la perquisizione. Sul comodino, accuratamente conservata all’interno di una busta per tabacco da pipa è stata così rinvenuta la pen gun, ovvero una vera e propria arma per proiettili calibro 22, che il giovane ha dichiarato di avere trovato in campagna mentre cercava funghi. Nel qual caso, però, avrebbe dovuto denunciare subito il ritrovamento, anche perché la penna-pistola …. da funghi, aveva pure la matricola abrasa. Non era neanche stata fabbricata artigianalmente, ma riportava il marchio di fabbrica. Il proiettili calibro 22 funzionali alla pen gun risultavano, inoltre, regolarmente detenuti.

La Polizia sta indagando sulle amicizie del giovane e, secondo quanto riportato dalla Gazzetta di Mantova, sono arrivati a lui per “controlli antiterrorismo”, ovvero, sempre secondo la Gazzetta, qualcuno non è voluto rimanere, per ultimo, invischiato ed ha … cantato. E.M., queste le iniziali del giovane, si trova ora agli arresti domiciliari, mentre tutti i suoi fucili da caccia sono stati sequestrati ed il Questore di Mantova ha provveduto al ritiro del porto d’armi uso caccia.

La pen gun, dicono alla Questura di Mantova, è un’arma a tutti gli effetti e non può essere detenuta liberamente. Purtroppo è facile trovare schemi di costruzione di pistole-penna, ma anche pistole-cellulare, e (un po’ più complicati) pistole-macchina fotografica. Il reato di detenzione di arma clandestina prevede l’arresto obbligatorio in flagranza di reato (nel caso del giovane di Ceresara i domiciliari sono scattati per il suo atteggiamento collaborativo). La pena reclusiva, più una piccola multa, varia da uno a sei anni. Se però, piccola multa a parte, il detentore risulta avere anche commerciato o ceduto l’arma clandestina, la reclusione varia da tre a dieci anni. Da due a otto anni, invece, se portata in luogo pubblico o aperto al pubblico. La posizione di E.M., potrebbe pertanto cambiare alla luce della indagini in corso della Digos di Mantova. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).