GEAPRESS – Ogni volta che si sentiva cantare un uccellino c’era un colpo di fucile. L’uomo era appostato nei pressi di Colle Santi, nel Comune di Monteleone Sabino in provincia di Rieti. Era pronto a sparare agli animali attratti dall’inganno del richiamo acustico, mezzo di caccia vietato dalla legge. Il bracconiere era munito di regolare licenza di caccia; era cioè un cacciatore. Anzi, senza il richiamo acustico, non avrebbe infranto alcuna legge. A nasconderlo, però, era un po’ difficile, visto che oltre al registratore, si era pure portato una grossa batteria ed una cassa acustica. Un complesso stereo a disposizione delle uccisioni di piccoli volati.

Eppure neanche in questi casi la legge italiana prevede il ritiro del porto d’armi. In un certo senso si mette in conto che il cacciatore possa infrangere la legge, visto che il ritiro scatta solo nel caso di reiterazione del reato. Il cacciator bracconiere potrà così continuare ad andare a caccia nonostante la denuncia del Corpo Forestale dello Stato della Stazione di Poggio Moiano. Dovrà però chiedere il dissequestro dell’arma con la quale è stato colto in flagranza di reato. La Forestale, infatti, ha provveduto al sequestro penale del richiamo acustico, del fucile e delle munizioni. In questo periodo il Corpo Forestale di Rieti, proprio in coincidenza con le festività natalizie, sta intensificando i controlli per prevenire e reprimere i reati venatori. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).