GEAPRESS – Originariamente indicato solo per l’Africa occidentale, il commercio a fini alimentari all’interno delle foreste ed altre zone naturali del mondo, si è rilevato essere diffuso anche in Asia e America. Recentemente le autorità brasiliani hanno bloccato a circa 1000 chilometri ad occidente di Manaus, un bracconiere peruviano diretto probabilmente al confine con i due Stati. Nella sua imbarcazione vi erano 241 chili di carne appartenente a diverse specie di animali della foresta, tra i quali tapiri e pecari.

I fatti sono avvenuti mercoledì scorso nel Comune di Benjamim Constant e l’intervento è scattato nell’ambito dell’operazione “Sulamba”. Il nome è riferimento all’Osteoglossum ferrerai, pesce d’acqua dolce grandemente prelevato, nonostante la protezione riservata dal Governo brasiliano, per rifornire i mercati dell’acquariofilia mondiale.

Appena lo scorso marzo, all’aeroporto di Tabatinga, al confine con la Colombia ed il Perù, ne sono stati sequestrati ben 940. Sono stati tutti liberati nei fiumi dell’Amazzonia. Le operazioni sono organizzate in collaborazione con la Polizia Federale e l’esercito.

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