GEAPRESS – Una vicenda che probabilmente la dice lunga sul clima che si respira in certi luoghi di caccia che coincidono, a volte, con bracconaggio.

Sette anni addietro in un centro abitato del bresciano. Caccia e bracconaggio, anche nel caso specifico.  Un gruppo di cacciatori, fermato dalle Guardie del WWF, e la presenza di avifauna protetta abbattuta.

In fase di identificazione di un cacciatore, intervenne quello che ebbe a qualificarsi come Ufficiale di Polizia Giudiziaria, ovvero un Comandante di Polizia Locale. Il Comandante, contestando la riconoscibilità delle Guardie del WWF, arrivò in qualche maniera a sostenere che l’avifauna protetta nelle tasche del cacciatore era stata riposta da una delle stesse Guardie. Non solo, ma nel corso del verbale di identificazione eseguito dalle Guardie Giurate volontarie del WWF, il Comandante, rivolto in modo particolare alla donna facente parte del gruppo, avrebbe proferito una frase ingiurosa. “Mi stai sui coglioni“. Così è stato verbalizzato in merito alla vicenda, oltre al fatto che il non molto cavaliere Comandante, nel proferire, si sarebbe pure toccato i genitali.

Poi con “fare minaccioso“, si legge nella sentenza di condanna emessa dal Giudice di Pace di Salò, avrebbe pure detto che “il mondo è piccolo“. Per il Giudice una chiara valenza intimidatoria. Questo anche alla luce del fatto che l’imputato, ora condannato, è dedito all’attività venatoria e pertanto potrebbe senz’altro incontrare le stesse Guardie.

Nessun valido elemento, ai fini della richiesta di assoluzione avanzata dall’avvocato difensore, è venuto dai testi del Comandante. Inoltre, i Carabinieri intervenuti nei luoghi, hanno confermato la riconoscibilità della Guardie del WWF fermo restando che il tesserino, ovvero la cosiddette “patacca” riferita dall’imputato ed esibita subito dalle Guardie del WWF, era del tutto conforme alle prescrizioni della Prefettura di Brescia. Riportava, tra l’altro, la matricola identificativa della Guardia.

Niente da fare, il Comandante proprio quelle Guardie non riusciva a vederle. Non ha voluto neanche accettare le proposte di risoluzione bonaria. Dunque condanna ex art. 594 codice penale (ingiurie) e 612 Codice Penale (minacce). In quest’ultimo caso un “ingiusto male“, secondo il Giudice di Pace, rivolto alle Guardie del WWF.

Per il Comandante, 600 euro di multa, il risarcimento delle parti civili, più le spese delle stesse e quelle processuali. Non dovrà attendere, per il pagamento, una eventuale conferma di condanna nei successivi gradi di giudizio. Il Giudice di Pace ha, infatti, disposto una provvisionale di 1000 euro per ognuna delle quattro parti civili.

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