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GEAPRESS – Ha suscitato molto scalpore il recente intervento delle Guardie volontarie WWF in collaborazione con la Polizia Provinciale di Ravenna, che ha portato alla denuncia di un bracconiere sorpreso nella cattura di uccelli tramite reti e richiami elettronici.

Un fenomeno, afferma il WWF, molto diffuso e sul quale, a livello nazionale sono in corso ulteriori indagini.

Dove vanno a finire, però, gli uccelli catturati? Il WWF di Ravenna sembra a questo proposito non avere dubbi. Il loro destino sarebbe quello dei richiami vivi per la caccia. Si tratta, afferma il WWF, di tordi, merli, allodole che vengono catturati tramite le reti e ceduti ai cacciatori. Le tecniche di allevamento consistono nell’alterare il fotoperiodismo dei poveri animali, portandoli così a cantare  innaturalmente quando è autunno. Per questo motivo vengono rinchiusi in luoghi bui, così da perdere il senso dello scorrere delle stagioni. Una volta riportati alla luce nella stagione di caccia, credono sia primavera e quindi iniziano a “richiamare” i propri simili, che verranno uccisi dai cacciatori.

È uno stravolgimento completo – afferma Giorgio Tramonti, del WWF Ravenna – della fisiologia ed etologia di uccelli la cui natura è quella di migratori, di animali che volano, liberi, per migliaia di chilometri ogni anno”.

La cattura dei richiami vivi è stata recentemente vietata, mentre non lo è ancora il loro uso. Si suppone che i “nuovi” richiami siano allevati, ma a guidicare dai sequestri, spesso di centinaia di esemplari provenienti anche dall’estero, le cose potrebbero andare in maniera diversa.

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