GEAPRESS – Probabilmente erano state posizionate per catturare grossi cinghiali le due trappole ritrovate dal Corpo Forestale dello Stato di Perugia nei pressi di un’area boschiva nelle vicinanze del Trasimeno. Ma dentro le due ingombranti trappole costituite da una pesante intelaiatura metallica sarebbero potuti finire anche altri animali selvatici, lupi compresi.

Gli uomini del NIPAF del Comando Provinciale di Perugia hanno rinvenuto le due gabbie – trappola, occultate tra la vegetazione, in località Panicale (PG). Una delle due, inoltre, era stata posizionata al confine con una riserva faunistico venatoria su un punto di transito obbligato. I Forestali hanno denunciato un trentenne del luogo per esercizio di caccia con mezzi non consentiti e, per altro, in periodo di caccia interdetta.

Non è la prima volta che nel territorio provinciale di Perugia vengono trovate simili trappole per ungulati. Alcuni mesi fa un’altra grossa gabbia – trappola venne rinvenuta dalla Polizia Provinciale, nelle campagne di Todi (PG). In quel caso i sospetti erano che la carne di cinghiale potesse rifornire illecitamente anche alcuni ristoranti (vedi articolo GeaPress).

In genere, per la caccia ai cinghiali vengono usati metodi meno vistosi ovvero i tremendi lacci cappio che determinano l’ orribile morte per strangolamento degli animali. A morire tra atroci sofferenze cinghiali, volpi, lupi e persino mucche e cani. I lacci vengono posizionati nelle zone di transito degli animali, magari in prossimità delle aree esterne di parchi e riserve, che i bracconieri conoscono molto bene. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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