GEAPRESS – Lo spargimento di bocconi avvelenati nelle campagne di Tuoro sul Trasimeno (PG) era stato compiuto da una persona fornita di regolare licenza di caccia. Ad affermarlo è il NIPAF di Perugia del Corpo Forestale dello Stato che ha indagato sulla polpette alla metaldeide sparse finanche vicino alle abiutazioni. Un pericolo, sottolineano alla Forestale, anche per l’uomo. Una di queste polpette, infatti, può facilmente venire in contatto con un bambino. Sopratutto i lumachicidi (che annoverano proprio la metaldeide come principio attivo) possono essere assimilati anche per contatto con le mucose. Ad esempio portando le mani in bocca.

Lo spargimento dei bocconi è avvenuto a seguito del ripopolamento con lepri e fagiani, destinate ad essere impallinate dai cacciatori. Il veleno, invece, doveva colpire volpi ed altri predatori. Una volta assunto, sarebbero sicuramente morti.

L’operazione “bocconi amari” si è così conclusa con la denuncia di un sessantasettenne di Tuoro sul Trasimeno fornito di regolare licenza di caccia. Individuato nel corso delle indagini e sottoposto a perquisizione domiciliare così come disposto dalla dott.ssa Manuela Comodi, Sostituto Procuratore della Repubblica. Nel corso della perquisizione è stato rinvenuto lo stesso veleno utilizzato per confezionare le polpette.

Il Corpo Forestale dello Stato, ha provveduto a denunciarlo per violazione della legge sulla caccia e spargimento delle sostanze velenose ancorché avvenuto in prossimità di abitazioni.

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