GEAPRESS – A chiamare sono un pò tutti, in qualsiasi ora del giorno e della notte. Si è intensificato il lavoro del Centro di Sasso Marconi che accoglie fauna autoctona ferita ed esotica sequestrata dallo Stato. Il Centro di Monte Adone è uno dei tre centri italiani, e l’unico del nord italia, che accoglie fauna sequestrata o bisognevole di aiuto in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente. In piena estate aumentano enormemente le richieste di aiuto anche da parte di semplici cittadini.

Si tratta di animali sia esotici che di fauna autoctona – spiega Mirka Negrini del Centro di Monte Adone. – Iguane, ad esempio, ma anche tartarughe appartenenti alla fauna italiana che, a ben guardare i luoghi dei ritrovamenti, è facile far presupporre un abbandono causa ferie”.

Molti di questi animali, infatti, vengono ritrovati in piena città o in aree limitrofe, comunque insoliti per la specie. Le chiamate arrivano ogni giorno, ma nel periodo estivo si ha una sensibile intensificazione.

Abbiamo ricevuto segnalazioni a mezzanotte come alle tre del mattino, tanto per citare i soli ultimi tre ultimi giorni – continua Negrini – e siamo corsi subito. In entrambi i casi si trattava di caprioli investiti. Dopo le cure, appena la situazione generale lo permette, vengono immessi in un ampia area boscata per la loro riabilitazione”.

Situazioni non sempre di immediata soluzione. Spesso, infatti, gli animali si infilano decisamente nei pasticci, a volte con le … corna.

E’ successo ad un capriolo salvato dai Vigili del Fuoco, con i quali spessissimo lavora il Centro di Monte Adone. L’animale era rimasto aggrovigliato proprio per le corna attorno a dei fili elettrici e non riusciva più a svincolarsi.

L’ultimo intervento, sempre congiunto ai Vigili del Fuoco, poche ore fa. Un’altro capriolo, una femmina, si era infilata in un cunicolo di gronda dell’acqua piovana. Percorso il cunicolo che via via si faceva sempre più stretto l’animale è rimasto bloccato due metri sotto la superficie del terreno in prossimità di un tombino. Impossibile tirarlo fuori percorrendo la strada seguita dal capriolo. I Vigili del Fuoco, coadiuvati dai responsabili del Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica Monte Adone, si sono dovuti calare giù per il tombino ed imbracare l’animale per tirarlo fuori. Nessuna ferita, tanto che si è potuto provvedere subito alla liberazione e soprattutto niente piogge che, nei giorni scorsi, l’avrebbero sicuramente fatto morire annegato. Ma la fortuna maggiore è stata quella di essere stato notato da un ciclista vicino Savigno (BO). Da lui infatti è partita la fortuna decisiva, quello di essere stato subito soccorso dal Centro di Monte Adone e dai Vigili del Fuoco.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).