GEAPRESS – L’unica cosa buona che si è sentito dire dalla Commissione Agricoltura, intervenuta nei giorni scorsi con una indagine conoscitiva sui danni causati dalla fauna selvatica, è che a partire dagli anni ’50 si sono commessi degli errori storici. L’immissione, cioè, per scopi venatori, di cinghiali, lepri e fagiani.

Poi, però, aggiunge anche di non avere dati sufficienti per il reale computo dei danni provocati dalla fauna selvatica. Sulla base di tale ignoranza annuncia, tuttavia, di volere sparare al lupo.

Per la LIPU,  intervenuta con il suo Presidente Fulvio Mamone Capria, fino al 70% delle richieste di risarcimento danni si ricollegano ai presunti danni causati dalle tre specie reimmesse per uso venatorio (cinghiali, lepri, fagiani). Ed invece, aggiunge il Presidente del WWF Stefano Leoni, si affronta il problema con l’unica normativa oggi esistente, ovvero quella sulla caccia. Già nei giorni scorsi, Roberto Piana, coordinatore nazionale delle Guardie della LAC, intervenendo a proposito degli abbattimenti dei cinghiali, aveva dichiarato come i cacciatori siano in effetti gli unici beneficiari dei piani di abbattimento. Questi interventi, ad avviso della LAC, non risolvono il problema. Anzi, lo mantengono.

Ora, invece, si vorrebbe pure sparare al lupo. Così, infatti, negli indirizzi della Commissione Agricoltura. Una scelta scioccante, ha commentato la LIPU. Anzi, precisa il WWF, una decisione che ignora dati scientifici, anni di studio e progetti concreti che dimostrano come la convivenza tra uomo e predatore sia possibile. Per il WWF, dietro lo spauracchio del lupo cattivo, si nasconde in realtà la maldestra politica agricola del nostro paese. Si ignora, altresì, come l’annunciata riforma della PAC (Politica Agricola Comunitaria) voluta dall’Unione Europea, conferma non solo la priorità della conservazione delle specie, ma rende altresì disponibili per l’agricoltura e la zootecnia italiana un miliardo e duecento milioni di euro al netto del taglio del 12% delle risorse attuali.

Tirare in ballo il lupo è, secondo la LIPU, una conclusione generica che non può mettere in evidenza le vere cause del problema, così come le reali entità dei danni denunciati.

Secondo il WWF, l’indagine conoscitiva della Commissione Agricoltura avanza molti dubbi sull’affidabilità dei dati raccolti e, quindi, da essa non emerge alcuna conferma dell’esistenza di un effettivo “problema lupo“. Esiste, invece, in Italia un problema “caccia“, sempre secondo il WWF. Questo dal momento in cui per affrontare un problema si ricorre all’unica normativa vigente a tutela della fauna in Italia che regolamenta le modalità secondo le quali spararle. 

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati