Iglesias: le torture ai cinghiali presi al laccio (foto)
Intervento del Corpo Forestale della Regione Sardegna.
GEAPRESS – I fatti sono occorsi la settimana scorsa e riguardano una operazione anti bracconaggio condotta dal Comando Stazione di Santadi dipendente dall’Ispettorato i Iglesias, del Corpo forestale della Regione Sardegna.
I Forestali hanno prima rinvenuto i lacci-cappio in acciaio all’interno dell’oasi faunistica di Pantaleo, nel Comune di Santadi. Poi, fin dalle 5.00 del mattino, si sono appostati finché, due ore e mezza dopo, sono arrivati i bracconieri. Questi ultimi avevano verosimilmente controllato altre trappole. All’interno degli zaini, infatti, avevano già due cinghiali morti. La località del sentiero dove si sono appostati i Forestali è Is Coronas de S’Arreu.
Uno dei due animali rinvenuti negli zaini, del peso di circa 40 chilogrammi, aveva ancora il cappio metallico attorno al collo ma che gli prendeva anche una zampa. Secondo la Forestale l’effetto strangolamento è stato molto più lento. La forza dell’animale ha comportato che il laccio venisse staccato dal tronco d’albero al quale era legato, mentre l’animale è andato a morire alcuni metri più avanti. L’altro cinghiale, invece, era più piccolo anch’esso maschio e del peso di 15 chilogrammi. Per quest’ultimo animale si pensa che fosse ancora vivo al momento del ritrovamento. Il bracconiere aveva, infatti, praticato un taglio uccidendolo per dissanguamento.
Il coltello usato è lo stesso che i Forestali avevano sequestrato in una precedente operazione, sempre alla stessa persona. Il coltello era stato poi dissequestrato e restituito al bracconiere che non ha tardato a farne identico uso. I due fermati, infatti, sono vecchie conoscenze dei Forestali. Già denunciati per bracconaggio e porto abusivo d’arma, ma anche addirittura per lesione a Pubblico Ufficiale. Nel precedente intervento, M.C., di Santadi avrebbe tentato di investire il Comandante della Stazione Forestale di Santadi, Ispettore Superiore Carlo Leori. L’altro bracconiere,S.P. di Nuxis, ha anch’esso precedenti.
Secondo la Forestale sarda, per i cinghiali più grossi, come nel caso di quello di 40 chilogrammi, non si procede con lo sgozzamento ma gettando sulla testa dell’animale un grosso masso.
I due cinghiali e l’attrezzatura dei bracconieri è stata sequestrata, mentre l’intera zona è stata bonificata dai lacci. I due sono denunciati per esercizio venatorio in oasi protetta, praticato con mezzi di caccia non consentiti.
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Buttateli nelle fogne e chiudete l’uscita, quello è il posto giusto per individui come questi!
Complimenti al CFS, speriamo in condanne esemplari
Ma p….. miseria, il coltello restituito e immediatamente riutilizzato per lo stesso scopo per cui era stato sequestrato, gia’ denunciati per porto abusivo d’arma, bracconaggio,lesione a pubblico ufficiale. Per forza questi continuano a delinquere. non c’e’ punizione. Non c’e’ alcun deterrente a non ripetere gli stessi reati!!!!! La “giustizia” non esiste, e’ una ridicola barzelletta. Cosa devono fare ancora per ricevere una punizione esemplare????? La prossima volta invece di metterli in carcere verranno riaccompagnati a casa in taxi con tante scuse???!!!
Bisogna pubblicare i nomi di questi delinquenti , non capisco perchè non si introduce questa pena accessoria , unitamente alla pubblicazione della sentenza , a loro spese loro su un quotidiano locale .
Questi ominidi vanno ghettizzati come scorie ambientali . Spero che un giorno qualcuno infili il piede in qualche trappola e rimanga vittima delle sue astuzie .