raggi ibis
GEAPRESS – Centrato da una fucilata a Caprino Veronese (VR). Si tratta del quinto Ibis eremita del progetto Waldrapp eliminato dai cieli con un colpo di arma da fuoco. Per fortuna, a differenza dei primi quattro, l’animale è in vita.

A darne notizia è il Consigliere Regionale PD Andrea Zanoni il quale, conti alla mano, rileva come  ormai il 30% del Ibis facenti parte dello stormo di 17 arrivati dall’Austria, è stato fatto fuori dai bracconieri. Luna, questo il nome dell’Ibis, presenta un pallino di piombo alla zampa. Due, invece, quelli uccisi in Toscana, uno in Veneto, nei pressi di Thiene e l’ultimo, prima di Luna, in provincia di Brescia.

Luna è una femmina adulta. Centrata alla zampa, non è stata più in grado di potersi alimentare. E’ stato lo stesso Zanoni a mettersi in contatto con la responsabile del progetto Waldrapp che ha confermato il tutto. A soccorere il povero animale è stato il dott. Camillo Sandri, veterinario del Parco Natura Viva di Bussolengo, unico partner italiano del progetto europeo LIFE+ “Reason for hope

Zanoni grida ora alla vergogna. “Il bracconaggio – afferma Zanoni – sta dilagando ma la Regione a guida Zaia pensa a inserire sanzioni anche penali per chi disturba i cacciatori depenalizzando però i reati di caccia. Nel caso di Luna, come degli altri Ibis, è stato il sistema GPS a rilevare la presenza  del grosso uccello fermo a Caprino Veronese. Mi chiedo – ha aggiunto Zanoni – quanti altri animali, apparteneti alla fauna protetta, vengono uccisi dai colpi di fucile.”

Il gruppo di 17 uccelli decimato dalle doppiette, stava migrando dall’Austria fino ad Orbetello.

N.B. Nella prima stesura dell’articolo, per un mero errore di comunicazione, era stato inserito che l’Ibis era stato recuperato da alcuni volontari. A predersi cura dell’animale ferito, è stato invece il dott. Camillo Sandri, veterinario del Parco Natura Viva di Bussolengo.

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