GEAPRESS – Nei giorni scorsi il Corpo Forestale dello Stato, Comando Provinciale di Livorno, ha dato comunicazione di una importante operazione anti bracconaggio nei boschi immediatamente a ridosso di Bibbona. Per chi non ha conoscenza dei luoghi basti pensare che siamo a due passi da Bolgheri, i cipressi di San Guido ed anche, purtroppo, da tanti luoghi famosi di caccia e bracconaggio. 150.000 cinghiali in tutta la Toscana, secondo le stime confermate dal Corpo Forestale che evidentemente non compensano solo i desideri, veri o presunti che siano, delle cacce di selezione. Se per la Sardegna si era data notizia del ritrovamento delle teste di cinghiali (vedi articolo GeaPress) in Toscana, invece, si sono trovati i cinghiali senza testa.

GeaPress ha intervistato il Commissario Capo dott. Davide Ciccarelli, Responsabile del NIPAF del Corpo Forestale dello Stato di Livorno.

GEAPRESS – dott. Ciccarelli, come si è sviluppata la vostra operazione?
Dott. CICCARELLI – E’ stata un’ operazione condotta dal Comando Provinciale del Corpo Forestale dello Stato di Livorno e da quello della Stazione Forestale di Cecina. In particolare da alcune sere eravamo impegnati in appostamenti che facevano seguito a segnalazioni pervenute circa numerosi spari di arma da fuoco nel corso della notte. Si tratta di un’area boscata di grande pregio naturalistico.

GEAPRESS – Avete pensato subito ai bracconieri di cinghiali?
Dott. CICCARELLI – E’ una forma di bracconaggio molto diffusa. In particolare ci aveva insospettivo la presenza di un automobile che percorreva a fari spenti le strade di campagna. Il soggetto doveva sapere dove erano appostati i bracconieri e passava a raccogliere il frutto dell’illecito. Quando abbiamo imposto l’alt, abbiamo ritrovato i cinghiali tra cui alcuni senza testa.

GEAPRESS – Come senza testa?
Dott. CICCARELLI – Tenga presente che gli animali erano stati probabilmente solo raccolti dal guidatore. Il bracconiere che invece sparava appostato nel bosco, macellava sommariamente in loco. La testa forse per i trofei, comunque il pezzo grosso è la carne che viene venduta ad un florido mercato di ristoranti molto diffuso nella nostra provincia. Anche sagre e feste locali, presentano come piatto tipico la carne di cinghiale.

GEAPRESS – Se viene presentata come carne di cinghiale selvatico non congelato e siamo in periodo di caccia chiusa …
dott. CICCARELLI – E’ facile presupporlo. Ovviamente, ritornando al fatto specifico, il nostro impegno continuerà finchè non avremo trovato i compagni di squadra. Siamo molto attivi sul fronte bracconaggio così come nella repressione dei reati di abusivismo edilizio. La nostra costa è molto bella ma i tentativi di edificare abusivamente, partendo finanche da un semplice originario pollaio, sembrano non finire mai.

GEAPRESS – Come funziona una squadra di cacciatori di cinghiali?
Dott. CICCARELLI – E’ una squadra a tutti gli effetti. Vi è un capo ed un gioco di gruppo che inizia fin dalle prime fasi, appostandosi nei luoghi di passaggio degli animali, magari attratti da una pastura allettante. Bisogna conoscere i luoghi. Si immagini poi di notte cosa significa stare appostati nel bosco a sparare. Per l’ultimo intervento penso dovessero essere almeno in cinque. Comunque le indagini continuano. Il soggetto che abbiamo fermato non aveva neanche porto d’armi ed era in possesso di un coltello.

GEAPRESS – Ma è l’unica forma di bracconaggio?
Dott. CICCARELLI – Direi la prevalente. A sud di Livorno, in Val di Cornia, abbiamo più volte sequestrato reti di uccellagione. Servivano alla cattura di fringillidi. Stiamo verificando alcune ipotesi. Alcuni soggetti locali li abbiamo già denunciati ma probabilmente, una volta che si catturano 200-300 fringillidi, questi finiscono nel mercato campano. Forse si tratta della provincia di Caserta.

GEAPRESS – Proprio di recente ci siamo occupati di uccellatori campani in trasferta in altre Regioni tra cui Lazio (vedi articolo GeaPress) e Molise (vedi articolo GeaPress).
Dott. CICCARELLI – Nella provincia di Livorno sicuramente li catturano. Vengono tenuti in scantinati o garage. Non è facile individuarli, ma i contatti per la vendita sono in Campania. Noi comunque non smettiamo di vigilare.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).