GEAPRESS – La giovane lupa deceduta per un probabile investimento lungo la provinciale Marsicana, tra Opi e Pescasseroli, è stata rinvenuta all’inizio di questa settimana. Una strada, già nota per altri episodi. Una femmina, pertanto una futura madre, di circa due al massimo tre anni, riferiscono a GeaPress gli esperti del Parco.

Ancor più grave, però, quanto accaduto nel versante laziale, già noto per i ricorrenti fenomeni di bracconaggio con arma da fuoco e trappole, oltre che per gli avvelenamenti. La femmina adulta di lupo rinvenuta nei boschi di Val Canneto, ha rilevato, oltre ai danni mortali dei colpi d’arma da fuoco (due fori di proiettili nel torace destro), anche cinque cicatrici uterine. La lupa, cioè, aveva partorito. Secondo il personale del Parco i piccoli, al momento della morte della madre, (avvenuta non meno di due-tre settimane addietro) dovevano avere circa due mesi di vita. La loro morte, a causa del decesso della madre, viene data per certa, dal momento in cui lo svezzamento avviene intorno ai sei mesi. Sei lupi in un colpo solo e un nuovo grave atto di bracconaggio in un’area con allevamenti allo stato brado. Un metodo che in molti casi costituisce solo un secondo lavoro a basso costo.

La presenza di fauna protetta – ha dichiarato il Direttore del Parco Dario Febbo – rappresenta oltreché un valore scientifico e la prova della salute degli ecosistemi del Parco anche un grande valore economico per il territorio. Purtroppo non tutti riescono a comprenderne il grande valore“.

Si ricorda come appena lo scorso giugno sempre a Val Canneto un’altra lupa in lattazione era stata centrata da alcuni colpi d’arma da fuoco, per poi essere finita con una grossa pietra scagliata sulla testa (vedi articolo GeaPress).

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