GEAPRESS – Ieri sera, nel corso della trasmissione “Che tempo che fa”, condotta da Fabio Fazio, l’Assessore alla Cultura ed alla Caccia della Provincia di Como, prof. Mario Colombo, è finito tra le battute di Luciana Litizzetto. Come ormai è noto in tutta Italia, pochi giorni addietro l’Assessore Colombo si era dichiarato d’accordo nell’autorizzare 80 cacciatori scelti per uccidere i piccioncini di Como.

La Litizzetto, ironizzando sull’abbinamento delle deleghe cultura-caccia, è arrivata a paragonare un impianto di sicurezza con chi, invece, lo vorrebbe scassinare. Apriti cielo, per chi sostiene la cultura venatoria del nostro paese e che Colombo conoscerebbe, dicono i cacciatori, tanto bene da essere vicino al loro mondo.

Per sapere di più sull’incredibile provvedimento della Provincia, l’Associazione Vittime della Caccia ha scritto nei giorni scorsi al competente Ufficio Caccia. La risposta, però, lascia quantomeno di stucco: “inesistenza di alcun provvedimento predisposto dal Servizio Caccia della Provincia di Como per tiratori scelti e/o cecchini di qualsivoglia specie, invitando a non dare assoluta credibilità ad improprie caricature giornalistiche“.

Caricature giornalistiche o un provvedimento già deciso ma ancora da pubblicare? Lo stesso Ufficio Caccia della Provincia aggiunge infatti come tali provvedimenti, ovvero di natura pubblica, sono “comunque disponibili sul sito Web della Provincia di Como in tempi immediatamente successivi alla loro approvazione“.

A dire il vero qualche perplessità sulle partecipazioni del Prof. Colombo potrebbero ancora rilevarsi. Ognuno ha i suoi gusti ma quell’invito annunciato dai cacciatori nel corso di un incontro avuto con Colombo e poi concretizzatosi con vari piatti tra cui il carré di cinghiale al forno, forse a non tutti i cittadini comaschi potrebbe piacere. Anche perché, dicono sempre i cacciatori che hanno reso noto dell’invito, in quella occasione si è anche parlato dei cinghiali che fanno danni ed addirittura di tematiche di carattere “transfrontaliero”. Cosa potrebbe avere creato delle incomprensioni con la vicina Svizzera? I cinghiali ovviamente che, a detta dei cacciatori dell’invito a base di carré, causano danni nell’enclave di Campione per poi rifugiarsi nei vicini boschi della Svizzera. Dunque i cinghiali rifugiati o riconoscono l’italico suolo per combinare pasticci, oppure, chissà perché, in Svizzera, ove si rifugiano, non fanno danni. La stessa rivista dei cacciatori di cui invito, aveva tra l’altro riportato, senza diversamente specificare, i danni agli ungulati (… tra cui i cinghiali) causati dai lupi reintrodotti. In Italia, però, nessuno ha mai reintrodotto lupi e quelli che hanno ricolonizzato le Alpi, derivano da una espansione naturale del lupo appenninico. Insomma, un minimo di attenzione prima di esprimersi sulla fauna selvatica potrebbe anche essere riservata.

Sull’analogia irriverente della Litizzetto tra caccia e cultura, però, l’Assessore non teme smentite. Sul finire del giugno dell’anno scorso, infatti, gli stessi cacciatori hanno dato comunicazione di una sua partecipazione ad una loro Assemblea all’insegna dell’amicizia e della convivialità. In tale contesto, dove ha partecipato (dicono sempre i cacciatori) non il politico ma lo scienziato prof. Mario Colombo “laico non cacciatore ma vicino al nostro mondo”, il tema prescelto per i dibattito serale era “Cultura ed Etica della Caccia”, con buona pace della Litizzetto. Non è stato però reso noto il menù del pranzo sociale.

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