GEAPRESS – Con le reti, il vischio, oppure le trappole a scatto. Tutti metodi che servono alla cattura della piccola avifauna alata destinata a condire piatti di tradizione culinaria, come la polenta ed osei italiana e l’ambelopoulia, ovvero uccellini in salamoia tipici della parte greca di Cipro.

Ad essere afflitti dal fenomeno dell’uccellagione ai danni dei piccoli migratori alati, sono prevalentemente i paesi mediterranei. Ma come si uccidono gli uccellini una volta catturati? Se già non rivenuti morti, gli uccellini muoiono per schiacciamento del torace o della testa. In Italia, entrambe le abitudini sono state più volte denunciate dalla Forze dell’Ordine. Il video che vi mostriamo è stato ripreso dal CABS (Committee Against Bird Slaughter), l’organizzazione di volontari specializzata nella lotta antibracconaggio. I volontari operano in numerose regioni Italiane, ma anche in Francia, Malta, Germania e Cipro. Nel video si vede un bracconiere cipriota prelevare da un legnetto coperto di colla, una piccola capinera (nella foto) rimasta invischiata . Non indugia un attimo. Porta alla bocca l’uccellino e schiaccia la testolina con i denti. Alcuni frammenti, forse il becco, rimangono in bocca. La povera capinera, mentre ancora batte le ali, viene portata in tasca. Tanta è l’abitudine che il bracconiere, avendo le mani impegnate, pulisce con la bocca lo stesso bastoncino.

E’ anche questa la tremenda realtà del bracconaggio nel mediterraneo. Contro questa realtà, che ogni anno causa la morte di milioni di piccoli uccelli migratori, operano i volontari del CABS i quali hanno pure dovuto subire violente aggressioni, come a Malta, Cipro, ma anche nell’isola di Ponza. Volontari italiani, inglesi, tedeschi, ma anche maltesi e ciprioti.

Secondo le stime più recenti, solo nell’isola di Cipro nel 2011 sono stati uccisi poco meno di tre milioni di piccoli passeriformi. Le cifre non sono meno tragiche se si osserva la situazione italiana. In primavera le isole Pelagie (AG), ma anche Ischia e Capri (NA), per non parlare delle pontine (LT), si trasformano in una trappola mortale per centinaia di migliaia di piccoli migratori. La presenza dei volontari è fondamentale, anche per un buon coordinamento con le Forze dell’Ordine numericamente non sufficienti ad affrontare un fenomeno capillarmente diffuso. Si va dall’uso dei richiami acustici elettromagnetici, alla tesa di reti per uccellagione, o alle molto meno evidenti trappole a scatto, come ai bastoncini cosparsi di vischio, come quello che si vede nel video diffuso dal CABS. Una realtà drammatica che ha più volte indotto i volontari a diffondere appelli per sostenere i costi delle spedizioni. Se non fosse per loro, il destino di molti animali sarebbe segnato.

Nel sito di GeaPress è disponibile una apposita pagina ove chi vorrà potrà contribuire a finanziare l’attività dei volontari del CABS.

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