Guerra alla Colomba della pace
La Columba livia non può rimanere il simbolo della pace, troppi gli amministratori delle città italiane che vogliono sterminare i piccioni!
GEAPRESS – Noè al quarantesimo giorno di diluvio universale scorge la Colomba con un ramoscello di ulivo nel becco che, assieme all’arcobaleno, è il segno della pacificazione tra Dio e gli umani.
La Colomba dello Spirito Santo, ovvero la terza persona della SS. Trinità, discende sulla Madonna e gli Apostoli raccolti nel cenacolo durante la Pentecoste cristiana. Sempre la Colomba è presente nell’Annunciazione e nel Battesimo di Gesù.
Lo Spirito Santo è nella tradizione ebraica, cristiana ed islamica lo Spirito di Dio.
La Colomba è simbolo della Pasqua.
Picasso sceglie e dipinge una Colomba bianca da contrapporre agli aerei neri, portatori di morte, in Guernica.
“Sono per la vita contro la morte, per la pace contro la guerra” dichiara Picasso; la sua Colomba decora il manifesto del Congresso per la pace (Parigi, 1949) e diventerà il simbolo moderno della rappresentazione tradizionale della pace.
Presente nella prima bandiera arcobaleno di Capitini (1961), è stata sostituita di recente dalla parola “pace”.
Riportiamo alcune DICHIARAZIONI ‘DI GUERRA’ emanate nel solo mese di agosto scorso dagli amministratori .
In area Estense il “Piano di controllo della polpolazione del colombo di città (anni 2009-2013)” del Comune di Mezzano prevede che i piccioni siano sparati da cacciatori abilitati. Non è detto che i metodi ecologici, previsti in alternativa, siano meno cruenti.
Il caso è venuto alla ribalta perchè sono stati elevati, dalla Polizia provinciale, dei verbali ad alcuni cacciatori.
A Bondeno, il Sindaco Alan Fabbri, ha emesso un’Ordinanza che consente l’abbattimento dei piccioni, ammessi alla caccia “solo” i cacciatori residenti!
Nell’Alto Ferrarese, i Comuni di Sant’Agostino e Mirabello hanno emanato misure simili.
Nel grossetano, i Comuni di Capalbio, Castelpiano, Follonica, Grosseto, Manciano, Monte Argentario, Orbetello, Pitigliano, Roccastrada, Santa Fiora, Scansano e Scarlino hanno concordato misure di “contenimento”.
Ovviamente le misure prevedono l’abbattimento!
A Viterbo vogliono imitare i Comuni della Maremma toscana, è al varo un piano triennale.
A Spoleto si pensa alla falconeria antipiccioni.
A Jesi (AN) un’ Ordinanza dell’ottobre 2009 obbliga i privati cittadini a murare tutti gli anfratti delle loro abitazioni. La ratio? impedire l’accesso ed il riparo dei piccioni.
A Lucca, ultimamente sono apparsi dei cartelli stradali che recitano, in molte lingue, “vietato dare da mangiare ai piccioni”, chissà se i bagni pubblici o i presidi ospedalieri sono così ben indicati!
A Mesagne, nel centro cittadino, saranno applicati dissuasori attraversati da corrente elettrica (a basso voltaggio, dicono); saranno costruite due colombaie, ma non per il ricovero dei piccioni, bensì per poter prelevare le uove e … distruggerle! “leggi dello Stato” queste sconosciute!
Qualche Comune ha un approccio diverso, ma gli esempi sono davvero limitati.
A Siracusa, per ora, verranno distribuiti solo anticoncezionali.
Il Comune di Todi, con la distribuzione di mangime anticoncezionale è riuscito ad ottenere una riduzione della popolazione pari al 24% (campione monitorato da aprile 2009 a luglio 2010).
I motivi assunti a giustificazione dello sterminio sono sempre gli stessi: porterebbero malattie, “fino a 60! si giustifica un Comune”; sporcano.
I piccioni domestici, come i cani ed i gatti non hanno altro habitat che quello invaso dall’uomo.
Li abbiamo addomesticati noi per nostro interesse!
Anche i cani “sporcano” e, giustamente, chi va a passeggio con un cane deve pulire gli eventuali escrementi.
Il Sindaco che impone, a ragione, la paletta DEVE pulire il guano dei piccioni: sostanzialmente il problema sarebbe risolto.
Infatti, il problema più grande è la cacca! Ma ricordiamoci che non stiamo parlando di mine. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).









L’atteggimento di contrasto violento è evidente. E’ pure evidente che mille cacche al giorno su di una statua del XVIII° producono un danno; sarebbe opportuno trovare spazi più idonei ed accattivanti per la vita dei colombi fuori dei paesi e delle città.
Sono stati verificati anche i danni che le auto producono sui monumenti e con ogni probabilità sono danni più gravi, di certo sono più estesi.
Cosa si potrebbe dire di un sindaco che emanasse una ordinanza di “abbattimento” per le auto? perchè per le auto ci si ripiega su soluzioni “ragionavoli” ed invece nei confronti degli animali le soluzioni sono sempre violente?
Gli escrementi dei piccioni non si possono paragonare con il danno gli esseri umani fanno da tutte le parti. Contaminazione di acque dolci e salate, aria, distruzione di boschi e foreste, cambi climatici, guerre etc. Io suggerirei ai politici di fare qualcosa piu’ utile e lasciare i piccioni in pace. A me danno piu’ fastidio gli escrementi che vegetano nel governo.
anche il Comune di Sant’Agostino?
ma guarda caso!? un comune che prende il nome proprio da quel santo che (oltre ad essere uno dei padri della chiesa) sosteneva che gli animali non hanno un’anima!
che individuo… che individui coloro che lo pregano…
ps: vorrei essere io un animale. ma sono cosciente del male che gli uomini potrebbero farmi e, con la fortuna che ho, sono certo, non rinascerei animale del deserto, lontano dall’uomo, ma beagle in un laboratorio di vivisezione.
pure Mirabello? allora si sparassero sul…