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GEAPRESS – Una bellissima azienda agricola di circa 50 ettari immersi nel verde della Maremma. Così sottolinea il comunicato della LAC che rileva coma a suo avviso  per tre/quattro mesi all’anno il luogo si trasformerebbe in una terra di morte. Decine di cinghiali uccisi illegalmente, denuncia sempre la LAC, bossoli sparati e lasciati abbandonati ovunque da parte dei bracconieri.

Una signora, abitante nei luoghi, è costretta a chiudere l’intera sua proprietà ed installare il “Fondo Chiuso” così come previsto dal Codice Civile e dalla legge sulla caccia. In tal maniera l’accesso  dovrebbe essere impedito a tutti, compreso cacciatori e bracconieri. Purtroppo, alla luce di quanto successo, non ha ottenuto nessun risultato.

I cinghiali, infatti, si nascondono proprio nella sua proprietà e a difenderla ci sono solo sette bellissimi cani, ovvero da ieri sei. Questo perché ignoti avrebbero asportato oltre trecento tabelle di segnalazione del fondo chiuso e molte sono state danneggiate dalle fucilate dei bracconieri e persone che si aggirano tranquillamente armati con i fucili e i loro cani da caccia all’interno del fondo chiuso.

In passato molte altre volte i bracconieri armati erano entrati nel fondo chiuso spaventando i cavalli, e costringendo la proprietaria ad andare a recuperarli nelle campagne vicine e per le strade, perché le recinzioni erano state tagliate per entrare e cacciare illegalmente. Una denuncia puntigliosa quella della LAC che però, nonostante quanto più volte presentato ai Carabinieri non è stato possibile a tutt’oggi evitare l’ingresso nella proprietà degli armati.

Sempre secondo quanto riportato dalla Lega Abolizione Caccia, un cacciatore di cinghiali avrebbe asserito che il proprio cane era entrato nella proprietà della signora seguendo alcuni cinghiali. A questo punto sarebbe stato assalito da uno dei  cani che lo avrebbe aggredito ed addirittura ucciso. Cosa è successo dopo? Secondo la LAC qualcuno potrebbe aver  pensato alla vendetta.

Stante così le cose l’epilogo della vicenda sarebbe occorso ieri mattina intorno alle 10.00 quando, malgrado il giorno di silenzio venatorio, qualcuno ha esploso a distanza ravvicinata un colpo di fucile da caccia calibro 12 contenete piombo usato probabilmente per la caccia alla volpe. Il tutto all’interno del fondo chiuso. La proprietaria ha avvertito la LAC e i Carabinieri i quali, giunti sul posto, non hanno potuto far altro che constatare la morte del cane di razza Kangal. “Quel cane – afferma la LAC – è stato barbaramente ucciso in proprietà privata da persone incivili“.

Sul posto è giunto anche il personale della ASL 9 di Grosseto, per accertare la causa del decesso.

Questa mattina sarà depositata presso la Procura della Repubblica di Grosseto, una denuncia per uccisione di animali, violazione di proprietà privata e danneggiamento.”È vergognoso – aggiunge la LAC – che nel 2014 ancora personaggi armati fino ai denti entrino nelle proprietà private per fare i loro comodi, spesso danneggiando recinzioni, uccidendo animali di qualsiasi genere e violando la privacy”.

Proprio ieri, informa sempre la LAC, la Procura di Grosseto avrebbe comunicato l’archiviazione dell’uccisione di un cane pastore tedesco (ARGO) scambiato da un cacciatore per un cinghiale in località Ampio nel Comune di Castiglione Della Pescaia. Un fatto che divenne molto noto anche a seguito delle proteste animaliste.

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