GEAPRESS – Nuovo rinvenimento di trappole a scatto in provincia di Grosseto e nuova denuncia per alcuni cacciatori bracconieri. Dopo l’intervento di inizio mese (vedi articolo GeaPress) le Guardie del WWF e della LAC, durante un servizio di vigilanza, hanno questa volta scovato numerose trappole piazzate all’interno di un appezzamento di terreno a Civitella Paganico. Uno di tali arnesi di tortura (il malcapitato uccellino può rimanere in agonia anche per numerose ore) aveva già ucciso, nella sua morsa, un pettirosso.

Incredibilmente, il tutto era visibile non solo dall’esterno del terreno recintato, ma senza neanche soffermarsi più di tanto nel semplice passaggio in automobile.

Le Guardie si sono così appostate ed all’arrivo di tre persone hanno potuto constatare il contemporaneo presentarsi dei Carabinieri che erano stati nel frattempo allertati. Tutto posto sotto sequestro, mentre per i tre cacciatori è scattata la denuncia per maltrattamento di animali, attività venatoria in periodo di divieto, abbattimento di specie particolarmente protetta, uso di mezzi di caccia non consentiti.

Purtroppo, ai tre cacciatori, nulla potrà essere addebitato sulla facoltà di continuare a cacciare. I blandi reati della nostra legge in materia venatoria, prevedono, solo nei casi più gravi, il ritiro del porto d’armi uso caccia ma solo se a condanna definitiva o Decreto Penale di Condanna divenuto esecutivo.

La cosa ancora più fastidiosa, riguarda il volere approfittare di un periodo particolarmente delicato per la fauna, quale quello del grande freddo di questi giorni. Il terreno circostante è ancora in massima parte ricoperto di neve e ghiaccio. Ancor più facile, pertanto, adescare i malcapitati uccellini già afflitti dalla minore disponibilità di cibo.

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