GEAPRESS – Colto sul fatto dalle Guardie della LAC (Lega Abolizione Caccia) si è fatto pure scappare che con quell’arnese aveva catturato pure due cani. Liberati, dice il bracconiere, come nel caso dei cinghiali. Chissà.

Due entrate, separate tra loro. Al centro una pedana ed un meccanismo a scatto che avrebbe comportato, una volta attivato, la chiusura simultanea delle due aperture. La soffiata è arrivata dagli stessi ambienti venatori. Riportavano la cattura di istrici, ma considerato che in quella zona si uccidono parecchi cinghiali è probabile che l’innovativo aggeggio abbia fatto scattare qualche gelosia.

Di sicuro l’animale che finiva ingabbiato aveva davanti a sé meno ostacoli. Due entrate, opposte tra loco, sistemate in un terreno agricolo di Roccastrada. Le Guardie della LAC sono state appostate per due giorni prima di fermare il bracconiere.

Come esche sono state rinvenute un paio di zucche, ma il fatto che siano stati catturati pure dei cani, fa pensare che in quell’incredibile arnese fosse stato disposto anche qualcos’altro.

Il soggetto denunciato non è un cacciatore. Nessun porto d’armi uso caccia. I reati contestati sono quelli di uso di mezzi vietati per l’attività venatoria ed esercizio della caccia in periodo di chiusura generale. La Polizia Provinciale di Grossetto, stupita anch’essa per il ritrovamento di quella trappola così particolare, ha provveduto al sequestro. In 25 anni di attività della Guardie LAC di Grosseto, non è mai stato trovato un mezzo di tal genere.

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