GEAPRESS – La sua specialità era sparare nei giorni di silenzio venatorio e così facendo aveva attirato l’attenzione di alcuni cittadini che hanno denunciato l’accaduto. L’attività del cacciatore di Montemerano, in provincia di Grosseto, era in effetti decisamente articolata. Si alzava per cacciare già alle quattro del mattino e le sue attenzioni erano rivolte nei confronti dell’Istrice. Per questo aveva posizionato un trappola adattata alla cattura del povero animale.

Al sopraggiungere delle Guardie del WWF e di una pattuglia dei Carabinieri, ha cercato di occultare, senza successo, le cartucce. Nascosto un fucile calibro 12 con relativo munizionamento, è stato poi scoperto a seguito dei sopralluoghi degli inquirenti. Subito sequestrato, invece, un fucile calibro 8. L’uomo si è giustificando dicendo che l’Istrice arrecava danno ai suoi coltivi.

Commenta, però, il rappresentante della LAC, intervenuto nei luoghi. Come faceva a dire che l’Istrice gli danneggiava i coltivi se oltre un ettaro del suo terreno l’aveva cosparso con abbondanti chili di mais per attirare gli animali?

In realtà l’Istrice, nonostante il grado di protezione del quale gode, viene ancora discretamente richiesto da trattorie compiacenti della provincia. Per togliere il sapore decisamente forte, l’animale viene lasciato macerare nel vino per essere poi cucinato con abbondanti spezie. Solo le femmine, però. L’odore del maschio, dicono i ben informati, è insopportabile. Se capita di ucciderlo, viene lasciato sul posto.

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