GEAPRESS – Aveva capito molto bene con chi stava avendo a che fare, ma non si è voluto far scappare il piacere di una battuta. Appena giunto sulle tagliole ed accortosi dei volontari LAC e degli Agenti della Polizia Provinciale di Grosseto ha subito chiesto “Ma che fate sdraiati? Io mi sto divertendo, non si può?“.

Impassibile innanzi alle numerose contestazioni sapeva pure che negli stessi luoghi, tre anni addietro, era stato fermato un altro bracconiere. Il pensionato di Follonica (quello fermato ieri) ha dichiarato che aveva finito con la passione della caccia e da dieci anni non rinnovava più il porto d’armi. Se ne andava, nei mesi di dicembre e gennaio, per i boschi quasi al confine con un’area protetta. Lui, le trappole (ne sono state recuperate ben 37) le sistemava e raccoglieva, senza chinarsi. Utilizzava per questo e con incredibile abilità due bastoncini in ferro. Il tutto, alla raccolta, veniva riposto in un cestello tenuto a tracolla.

E’ stato denunciato ora per furto venatorio, abbattimento di specie protetta (aveva con se quattro pettirossi strangolati), esercizio della caccia con mezzi vietati ed in giorno di silenzio venatorio, maltrattamento di animali.

I volontari della LAC, coordinati in provincia di Grosseto dal responsabile Raimondo Silveri, erano sulle sue tracce ormai da tempo. Ineffabile, con i ferretti ed il “borsello”, cambiava in continuazione i posti. Posizionava le trappole di sera e già la mattina molto presto, andava a recuperare il bottino. Ieri le cose sono andate per il verso sbagliato, ma lui non si è scomposto. Forse la leggerezza dei reati contravvenzionali che contraddistinguono la legge sulla caccia non lo deve avere impensierito. Non sa, forse, che il furto è un reato delitto. Eppure sarebbe bastato aver continuato la sua vecchia passione, ovvero la caccia, per non correre questo rischio. Ai cacciatori, infatti, per incredibile concessione della legge sulla caccia, non può essere contestato il furto al patrimonio indisponibile dello Stato.

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