GEAPRESS – Citazione a giudizio per i due cacciatori che lo scorso dicembre vennero sorpresi nel mare di Porto Ercole (GR) mentre braccavano un cinghiale messo in fuga dalla costa. L’animale venne poi puntato con un fucile portato in barca, ed ucciso (vedi articolo GeaPress). La sequenza fotografica diffusa dalla LIPU, mostrava quanto successo.

A dare comunicazione del rinvio a giudizio è il PAE (Partito Animalista Europeo) che a seguito dei fatti noti, presentò una denuncia alla Magistratura.

Esprimo soddisfazione per il lavoro svolto dalla Procura di Grosseto – ha dichiarato Sonia Fraioli, Segretario nazionale del PAE – sintomo di un cambiamento e di una rinnovata sensibilità per gli esseri più deboli ed indifesi. Giusto il rinvio a giudizio dei due cacciatori, auspichiamo adesso la adeguata severa condanna. Noi come parte civile chiederemo il massimo della pena”.

Il reato contestato è quello relativo alla caccia da natanti, comportamento vietato dalla legge. I due sono accusati di avere agito in concorso tra loro (art. 110 Codice Penale) anche se lo specifico reato della caccia da natante, così come punito dalla legge sulla caccia, non è molto incisivo. Un piccolo reato di contravvenzione, come tutti i reati venatori. Essendo i due cacciatori in regola, non è invece possibile applicare il più potente reato di furto al patrimonio indisponibile dello Stato.

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