GEAPRESS – Sono due le Guardie Ambientali Volontarie (GAV) della Provincia di Grosseto, denunciate dalla LAC a seguito dell’ennesimo episodio di bracconaggio. All’interno di nota Azienda venatoria due trappole, sistemate in totale tranquillità ai bordi della strada. La prima era un gabbia classica. Mela come esca e gabbiotto forse per cinghiali. La seconda, invece, quasi non aveva attirato l’attenzione delle Guardie della LAC. Un carrello della spesa, adattato, però, per catturare cinghiali (vedi foto).

La prima Guardia della Provincia si è difesa sostenendo di volere in tal maniera proteggere l’orto. La seconda, invece, ha dichiarato di trappolare lepri per trasferirle da altra parte. Non è il primo caso di Guardia Ambientale della Provincia colta in atti di bracconaggio. Proprio nel mese di agosto, vi è stato un altro episodio. Questa volta la Guardia era stata denunciata all’interno di un Ambito Territoriale di Caccia (vedi articolo GeaPress). Anche in questo caso si trattava di trappole, sebbene non ricavate da carrelli della spesa.

Le GAV sono autorizzate dalla Provincia per provvedere agli abbattimenti così come, ai sensi dell’art. 37 introdotto poco tempo addietro nella legge regionale n. 394, al posizionamento delle trappole autorizzate.

Le Guardie sono state denunciate per violazione della legge sulla caccia, mentre le due gabbie sono state poste sotto sequestro. La LAC è intervenuta a seguito di una segnalazione molto dettagliata. A disporre il sequestro è stata la Polizia Provinciale.

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