GEAPRESS – Nella seduta di ieri, 21 novembre, il Consiglio dei Ministri ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale la legge regionale della Lombardia n. 16 del 26 settembre scorso, con la quale il Pirellone aveva approvato il piano di cattura dei richiami vivi per approvvigionare nella stagione venatoria 2011/12 i cacciatori da appostamento.

Una nuova figuraccia per il Consiglio Regionale della Lombardia, commenta la LAC. La stessa Associazione che, già con successo, aveva iniziato ad impugnare al TAR gli effetti deleteri delle delibere di Giunta provinciale che ne erano conseguite.

Sulla questione dovrà ora esprimersi la Corte Costituzionale. Nelle motivazioni addotte dal Governo, oltre alla mancanza di motivazioni, viene altresì rilevato come nel provvedimento della Regione Lombardia il vizio sia già nell’intervenire con una legge e non con un dovuto atto amministrativo. Sta già in questo tipo di scelta la coda di paglia dei politici lombardi. Consci del vizio di costituzionalità evitano il provvedimento amministrativo per ecludere gli effetti immeditati del ricorso al TAR.

Per la LAC, quello del Consiglio Regionale della Lombardia, è l’ennesimo favoritismo che si è tentato di concedere ad una frangia di cacciatori che ancora ricorre al barbaro sistema degli uccelli selvatici catturati nei roccoli, rinchiusi in piccole gabbie, per attirare i migratori a tiro di schioppo, in spregio alla normativa internazionale a tutela del patrimonio faunistico.

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