falconiere
GEAPRESS – “Una pratica assolutamente diseducativa e inopportuna, che spinge indirettamente al bracconaggio e alla cattura di pulli di specie rare dai nidi”. Questo secondo la Lipu-BirdLife Italia che, in un suo comunicato, ha criticato aspramente la proposta governativa di fare della falconeria un bene Unesco.

In una lettera inviata al Governo italiano, il presidente Lipu Fulvio Mamone Capria esprime, infatti, tutta la sua opposizione alla decisione di sostenerne la candidatura: “Sembrerebbe che il dossier sulla falconeria sia stato recentemente consegnato dal Ministero dei Beni Culturali alla Commissione Unesco, di cui fanno parte rappresentanti di vari ministeri italiani. Il tutto per ottenere il via libera all’importante riconoscimento”.

Sempre secondo il presidente della LIPU, nel caso di accoglimento della proposta, si potrebbe rischiare di metterebbe in pericolo la tutela di specie di rapaci ormai rari. Il rischio, cioè, potrebbe essere quello di favorire indirettamente chi va a caccia di facili guadagni, rubando dai nidi i pulli di specie rare o in via d’estinzione, come accade in Sicilia per l’aquila di Bonelli, il lanario e il falco pellegrino. “A questo si aggiunga che nessun tipo di caccia o di manifestazione che vede l’uso imbarazzante di animali vivi può essere considerata un’attività sana e alla quale conferire un pregiato riconoscimento”.

Le radici storiche della falconeria – prosegue il presidente Lipu – non possono essere ragione sufficiente a farle meritare un riconoscimento di questo livello. La cultura di oggi è conoscenza, rispetto e consapevolezza che gli animali selvatici abbiano bisogno del proprio habitat, nel quale soltanto possono esprimersi in modo pieno. Ci sono mille ragioni culturali, ambientali, didattiche perché dunque la proposta falconeria-Unesco sia letta in tutto il suo anacronismo e abbandonata. Per questo chiediamo al ministro dei Beni e delle attività culturali Dario Franceschini, ma anche agli esponenti del governo di Esteri, Ambiente, Economia, Politiche Agricole, Istruzione e Sviluppo economico, di non sostenerla. Nessun uso di animali negli spettacoli, nessuna forma di caccia con il falco, nessuna pratica che privi gli animali selvatici della libertà  – conclude il Presidente Lipu – possono essere considerati patrimonio dell’Umanità”.

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