GEAPRESS – Prima su ‘Nature’ ora su ‘Scientific American’, prestigiose riviste internazionali. I rarissimi Ibis eremiti abbattuti nelle scorse settimane in Toscana, continueranno così a raccontare la loro storia ad un pubblico vasto e qualificato. Una situazione ormai intollerabile, quella venatoria italiana.

Gli stessi Ibis, si commenta in casa ambientalista, rappresentano solo la cima di un iceberg. Tanti animali, spesso appartenenti a specie molto rare, finiti a colpi di fucile. Quattro fenicotteri in Sardegna, ai quali si è aggiunto pochi giorni addietro un cigno nero. Poi il Biancone radiocollarato in collaborazione con una Università spagnola, centrato dal fucile in provincia di Messina. Per non parlare della lunga sequela di rapaci recuperati in giro per l’Italia. Come la sparviero trovato ancora caldo ad un cacciatore ligure, denunciato dalle Guardie volontarie del WWF ed il disastro venatorio della provincia di Brescia con i tanti bracconieri fermati dal Corpo Forestale dello Stato in possesso di porto d’armi uso caccia. Poi l’attività venatoria portata illegalmente fin dentro i Parchi nazionali e regionali. E’ successo recentemente nel Parco regionale dei Monti Picentini, dove le Guardie del WWF hanno fermato una squadra di cacciatori di cinghiali. Solo uno, su dieci componenti, era sprovvisto dei permessi di caccia. E che dire del cacciatore fermato qualche mese addietro nel Parco della Sila dai Forestali del Coordinamento territoriale? In quella occasione gli è stata contestata la terza infrazione alla legge sulla caccia la quale, però, non potrà ancora impedirgli di posare per sempre il fucile.

Gli articoli ora apparsi nelle due riviste di prestigio internazionale, rivelano come più Ibis eremiti facenti parte dello stesso progetto di reintroduzione non sono più apparsi nel luogo di arrivo italiano. Giova ricordare, a questo proposito, che già altri erano stati uccisi l’anno scorso, sempre a colpi di fucile. L’articolo, però, riporta una imprecisione. Si parla infatti di “cacciatore illegale”. Il responsabile dell’abbattimento degli ultimi due Ibis, invece, è stato rintracciato e denunciato dal Corpo Forestale dello Stato e dalla Polizia Provinciale. Si tratta di un cacciatore in regola, al quale, nonostante tutto, non è possibile, salvo superiore intervento dell’Autorità di polizia, interdirgli immediatamente la facoltà di continuare ad esercitare l’attività venatoria. Circa la pena prevista dalla nostra legge sulla caccia, il cacciatore proveniente da Lucca, potrebbe risolvere il caso pagando una semplice oblazione di circa mille euro. Reato estinto, nel caso.

“Per questa situazione – ha commentato a GeaPress l’On.le Zanoni, Eurodeputato da sempre vicino alla tematiche animaliste – siamo alla berlina ovunque. Fenicotteri, bianconi, gli Ibis oltre alla rarissima Aquila Imperiale abbattuta non molto tempo addietro in Sicilia. Ho già presentato quanto necessario agli uffici europei affinché il nostro paese si attivi prevedendo vere norme a tutela della fauna la quale, giustamente e con indignazione, riappare poi nelle cronache dei giornali esterni”.

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