GEAPRESS – E’ un cacciatore di Cogoleto, in provincia di Genova, il bracconiere fermato dalla Polizia Provinciale a monte della frazione di Sciarborasca. Un sessantasettenne ottimo conoscitore dei luoghi, colto in flagranza di reato mentre controllava alcuni lacci scorsoi in cavo d’acciaio, posizionati nei pressi di un ruscello. Servivano alla cattura dei cinghiali.

La pattuglia della Polizia Provinciale lo ha atteso per ore, sorprendendolo nel corso del quotidiano giro di ispezione delle micidiali trappole che aveva collocato. Cinghiali ed in generale grossi mammiferi, vigliaccamente attirati con la tecnica della pasturazione. L’uomo, infatti, spargeva del cibo esca, in genere costituito da granoturco. Già nei giorni precedenti, la Polizia Provinciale lo aveva fotografato a distanza, mentre stata ripristinando il laccio precedentemente disattivato dagli Agenti.

In tutto sono stati sequestrati cinque lacci di identica fattura, tutti disposti nel bosco. Le indagini, sono poi proseguite con la successiva perquisizione domiciliare. Sono così state rinvenute un centinaio di munizioni per carabina e fucile, rispettivamente a palla unica e pallettoni. Non erano state denunciate all’Autorità di P.S.

Il cacciatore cogoletese è stato quindi denunciato alla Procura della Repubblica di Genova per i reati di caccia con mezzi non consentiti, caccia in periodo di divieto generale, omessa denuncia di munizioni (art. 697 C.P.), omessa custodia appropriata di alcuni fucili rinvenuti in casa (art. 20 legge 110/75).

L’intervento della Polizia provinciale di Genova, prevede inoltre l’avvio, presso la Questura, della procedura di sospensione cautelare della licenza di porto di fucile, prevista dall’art. 32 della legge 157/92.

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