GEAPRESS – Proprio in Friuli, con le guardie ittico venatorie assorbite nella Polizia Provinciale e non più destinate ai loro compiti istitutivi. Poi la prossima chiusura di parecchie Stazioni del Corpo Forestale.

Se in Friuli una specie è ormai rarefatta, per incomprensibili elugubrazioni della politica si concede di uccidere, in totale, cinque (dicasi cinque) rare coturnici. Protestano le Associazioni le quali si chiedono ora come l’Assessore alle Risorse rurali, agroalimentari e forestali della Regione Friuli, Claudio Violino, possa essere sicuro che non se ne abbattano più di cinque già nel primo giorno consentito.

Come faranno – si chiedono LAC, LAV, Legambiente, LIPU e WWF – i cacciatori che avranno a tiro una coturnice a non sapere che già sono state abbattute le prime (e teoricamente ultime) cinque?”

Una presa di posizione incredibile che ha tutto il sapore dell’ennesimo regalo in salsa venatoria. Se a ciò si aggiungono i controlli ridotti al lumicino, la conclusione non potrebbe che essere di tono ben diverso.

L’Assessore Violino, però, conferma tutto nel suo account Facebook (attualmente non più pubblico), sommerso di messaggi di protesta del WWF, di cittadini e di altre associazioni. Abbattere, sebbene solo in alcune riserve del tarvisano, anche un solo individuo di una specie così rarefatta, significa, inoltre, aumentare le possibilità di uccidere un adulto riproduttivo. Un assurdo che dovrebbe far ricordare come la legge sulla caccia è quella che dovrebbe proteggere la fauna omeoterma (a sangue caldo) ed in subordine deroga ai cacciatori di sparare. 

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