GEAPRESS – Cosa ci si poteva aspettare da una regione che ha fatto di tutto per favorire la caccia selvaggia (vedi articolo GeaPress)? Che i guardiacaccia provinciali venissero mandati in strada. Letteralmente, a controllare la velocità delle automobili dopo anni di esperienza in materia venatoria ed ambientale. La province di Pordenone ed Udine, infatti, non hanno perso tempo ad applicare una legge regionale che equipara funzioni e modalità di assunzione dei guardiacaccia ai Vigili Urbani. Lo hanno fatto scrupolosamente, mandando chi dovrebbe controllare i cacciatori a dirigere il traffico.

Nessuno, però, prenderà il posto lasciato vacante dai neo simil-Vigili che non potranno più sanzionare chi non rispettoso della legge sulla caccia (…salvo che violi i limiti di velocità….). Il primo risultato di tale incredibile situazione è il nuovo orario di lavoro, di fatto identico a quello di un ufficio. La domenica, pertanto, nessuno controlla l’attività venatoria. Il giorno principe per andare a caccia coincide con il giorno di riposo di chi li deve controllare. Una situazione surreale che non trova neanche soluzione in una precedente legge regionale (invece inapplicata) che prevedeva la formazione di un corpo unico tra guardiacaccia delle province ed il Corpo forestale della Regione Friuli.

LIPU, LAC, WWF e Legambiente chiedono ora alla Regione e alle Province di porre immediato rimedio a tale tragicomica situazione, favorendo quelle leggi che realmente pongono l’accento sulla tutela del territorio e non inventandosene altre che, ancor prima del diritto, non trovano spiegazione di logica. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).