GEAPRESS – Oggi la Polizia Provinciale di Pordenone ha reso noto i risultati di repressione del bracconaggio. Interventi che riguardano, ancora una volta, uccellatori. In particolare il 16 ottobre a Villanova di Prata è stato individuato un impianto di cattura con reti tipo “roccolo”. Deferito all’autorità giudiziaria due persone.

Su questo è però intervenuto l’Assessore Provinciale all’Ambiente Stefano Zannier che così ha incredibilmente commentato: “Si spera che con le nuove norme approvate dal Consiglio regionale, sulla falsariga della legge 157 del ’92, si possa raggiungere una forma di cattura che tolga ossigeno a questi atti criminosi“.

In altri termini quello che ha fatto la Polizia Provinciale ha importanza solo per il rispetto della legge, ma questa, evidentemente sbaglia. Essendo infatti nel Friuli vietate le forme di cattura, l’Assessore spera di rinverdirle così da diminuire, legalizzandole, le attuali forme di bracconaggio, ovvero di reati.

Le norme alle quali fa riferimento Zannier sarebbero quelle che sono state inserite nella legge di manutenzione, ossia una sorta di calderone dove aggiungere di tutto e di più.

Se a quanto ha dichiarato l’Assessore Zannier corrispondesse un reale contenuto nella legge di manutenzione – ha dichiarato a GeaPress Alessandro Sperotto, responsabile della LAC per il Friuli Venezia Giulia – faremmo subito ricorso. Sarebbe gravissimo – aggiunge Sperotto – dopo tutte le sentenze che hanno inequivocabilmente rispedito al mittente tutti i tentativi di riprendere la cattura degli uccelli selvatici, sia che per alimentazione o per richiami“.

Dietro una legge che riconsidera in forma legale il reato di uccellagione si nascondono però i tempi lunghi di un pronunciamento della Corte Costituzionale. Nel frattempo, però, la legge rimane in vigore.

In questi giorni, tra l’altro, sono pervenute a GeaPress alcune fotografie di lettori indignati per il pericoloso permanere delle cosiddette “bressane”. Strumenti di cattura della fauna alata incredibilmente finanziati per il …. valore storico, dalla Regione. In molti casi gli impianti sarebbero perfettamente funzionali all’uccellagione. In una delle foto sono peraltro visibile bacche ed altri frutti appetibili agli uccellini. Questi vengono inoltre attratti in una rete da uccellagione grazie ad un uccellino-zimbello la cui gabbietta viene direttamente chiusa nei bruttissimi gabbioni “storici” come quelli fotografati per GeaPress.

Strutture molto simili a quelle rinvenute dalla Polizia Provinciale e per ora sanzionate ma che evidentemente l’Assessore Zannier vorrebbe ….ossigenare.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).