GEAPRESS – I bracconieri hanno prima gettato dell’urina animale poi, la Gendarmeria, ha suggerito ai volontari del CABS (Committe Against Bird Slaughter) di lasciare la Francia. Invito poco dopo ridotto a quello di lasciare la zona, ed ovviamente non accolto dai volontari antibracconaggio. I fatti sono accaduti nei pressi della cittadina di Tartas, nella Francia sud occidentale dove una tradizione di caccia, impone ancora la cattura degli zigoli ortolani. Rinchiusi in piccole scatole, saranno così tenuti all’ingrasso, per essere mangiati a Natale.

Gli attivisti del CABS sono stati intercettati durante il giro di perlustrazione degli impianti di trappolaggio. Alcune automobili con a bordo dei cacciatori locali, hanno bloccato il transito dei volontari e, non riuscendoci, hanno dato vita ad un inseguimento chiamando, tra l’altro, nuove macchine di cacciatori. Infine si contavano una dozzina di vetture. Un fatto grave, durato circa venti minuti, e che si è concluso solo di fronte la stazione della Gendarmeria dove i cacciatori hanno dato vita ad una sorta di reclamo per continuare a cacciare. Qui, proprio sotto gli occhi degli Agenti, è arrivato il tiro all’urina.. . Solo l’intervento in massa della Gendarmeria ha evitato il peggio. Il CABS ha sporto denuncia contro tre individui accusati di trappolaggio oltre che, per i fatti occorsi, di sequestro di persona.

Il campo antibracconaggio, nel frattempo, continua in quello che lo stesso CABS ha definito un vero e proprio connubio tra bracconieri ed autorità locali. Nonostante la pratica sia vietata da decenni, riferisce il CABS, alcune centinaia di uccellatori, grazie all’appoggio delle associazioni di cacciatori le quali stanno cercando di ottenere pure una deroga dal governo francese, ottengono ogni anno “un’autorizzazione verbale” da parte delle autorità territoriali. Queste, così agendo, avallano la cattura di uccelli appartenenti a specie protette. Incredibilmente, proprio in tal maniera, vengono stabiliti informalmente un numero massimo di trappole per impianto, di richiami e di catture. Se il bracconiere rispetta queste condizioni, le autorità chiudono un occhio sull’attività illegale. Un accordo, dunque, tra chi rappresentata localmente lo Stato e chi ne ha di fatto costituito uno tutto suo.

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