richiami vivi
GEAPRESS – Il tutto è maturato nell’ambito dei controlli eseguiti dal Corpo Forestale dello Stato nei centri autorizzati dalla Provincia di Forlì Cesena per la cattura di avifauna selvatica. L’intervento del Comando Stazione di Santa Sofia – Civitella di Romagna ha infatti consentito di rilevare quelle che gli stessi Forestali definiscono delle gravi irregolarità.

Il Centro, come è noto, serve a catturare con delle reti gli uccelli selvatici come merli, tordi sasselli, tordi bottacci e cesene, che vengono poi consegnati ai cacciatori che li utilizzano come richiami vivi. Il tutto dopo essere state espletate le procedure di graduatoria.

I Forestali, dopo prolungati appostamenti a distanza, avevano però rilevato come il volatile che finiva nelle reti  veniva inizialmente portato all’interno di un locale chiuso situato nei pressi dell’impianto stesso e destinato  a questi animali. In più casi, però, si notava come lo stesso addetto usciva dal locale con in mano una gabbietta con all’interno un uccello della stessa specie che veniva posizionato quale richiamo all’interno dell’impianto di cattura.

Una situazione, riporta la nota del Corpo Forestale dello Stato, che sarebbe stata notata e documentata più volte, creando non poche perplessità sulla regolarità di quanto stava avvenendo. Un fatto che ha indotto al controllo proprio mentre erano in  corso le operazioni di cattura.

Le risultanze investigative hanno così portato ad ipotizzare come,  a fronte dei numerosi uccelli catturati solo pochi sarebbero stati annotati sull’apposito registro. I volatili presenti nelle gabbie usati come richiamo  (ovvero quelli che erano precedentemente usciti dal locale chiuso) erano in possesso di un anello alla zampa (che ne identifica la cattura) che è sembrato agli inquirenti molto allentato tanto da essere facilmente sfilato. Si trattava proprio degli uccelli appena catturati ai quali sarebbe stato applicato un anello fasullo.

Sempre secondo la Forestale, alla fine della giornata, terminate le operazioni di cattura, solo alcuni uccelli sarebbero stati regolarmente registrati e destinati per essere assegnati ai cacciatori. Gli altri, ovvero quelli inseriti temporaneamente nelle gabbiette da richiamo, sarebbero rimasti a disposizione dell’addetto.

Tale presunto sistema fraudolento è stato così contestato all’addetto dell’impianto di cattura e a un’altra persona al momento presente in loco e che collaborava con lo stesso. L’accusa sarebbe perciò di aver ripetutamente proceduto alla cattura di uccelli appartenenti a specie cacciabili e che non sarebbero stati annotati sui registri. In una fase successiva agli animali veniva sfilato l’anello che sarebbe stato riutilizzato per le successive operazioni. Per il volatile la fine supposta dagli inquirenti è quella del commercio clandestino di uccelli da richiamo.

Indagini sono in corso per verificare la vendita degli uccelli fuori provincia dove sarebbero stati regolarizzati con anelli fissi sebbene di provenienza non legale.

Alla persona segnalata alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Forlì sono stati contestate violazioni degli articoli 314 (Peculato) e 471 (Uso abusivo di sigilli e strumenti veri) del codice penale che prevedono rispettivamente pena da tre a dieci anni di reclusione e pena con reclusione fino a tre anni e fino a euro 309 di multa.

Sono state inoltre emanate sanzioni disciplinari da parte dell’Amministrazione provinciale che ha revocato l’incarico di gestione dell’impianto di cattura alla persona denunciata all’Autorità Giudiziaria.

Il Corpo Forestale dello Stato rimane impegnato costantemente sia in ambito nazionale sia locale nei servizi di vigilanza e controllo al fine di verificare il corretto rispetto delle norme sull’esercizio dell’attività venatoria in conformità alle regole che prevedono tempi, modalità, specie cacciabili e specie protette.
Il Corpo Forestale dello Stato ricorda che per eventuali segnalazioni su emergenze ambientali è sempre attivo il numero verde “1515” cui il cittadino può rivolgersi gratuitamente per comunicare attività illecite condotte in danno dell’ambiente.

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