GEAPRESS – Contrasto all’uccellagione, al bracconaggio ma anche denunce penali e sanzioni amministrative a cacciatori. Il tutto mostrato nel filmato allegato che riproduce la documentazione prodotta dal Servizio Ispettorato di Cagliari del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale. Un impegno notevole per un’area, quale quella del Sulcis e il Sarrabus, nel cagliaritano, afflitta da mali antichi perpetrati al patrimonio faunistico e della biodiversità della Regione Sardegna.

Ritrovamenti agghiaccianti, come gli animali bloccati dai lacci-cappio e finiti a colpi di pietra. Scene di macellazione, la testa mozzata del Cervo sardo e tranci vari. 78 persone denunciate per il reato di uccellagione. 55 nel Sulcis e 23 nel Serrabus ed una insolita figura del bracconiere. Il 40% di loro sono disoccupati avvezzi all’alcol ed alle sostanze stupefacenti (ivi compresa la coltivazione). In egual misura i pensionati, mentre la restante parte è costituita da operai o con altra occupazione. Vi sono poi i cacciatori. 58 denunciati per violazione dell’attività venatoria e ben 102 violazioni amministrative contestate. Tra queste 39 dovute al mancato rispetto delle distanze di sicurezza da strade e case. Poi il ritiro o la sospensione delle licenza per esercizi commerciali ai quali venivano venduti i frutti del bracconaggio. Non solo nei negozi e ristoranti, ma anche via internet. I Forestali della Regione Sardegna hanno individuato due bracconieri di lepri e pernici che vendevano on line. Sequestrati, inoltre, quattro fucili e quattro tubi fucili artigianali. Oltre 1700 munizioni e 75 coltelli. Per la cattura degli uccellini poco meno di 70.000 lacci di crine, 479 reti per l’uccellagione ed oltre 4000 bacchette atte sempre alla cattura dell’avifauna. Poi quasi 1800 famigerati lacci-cappio.

Un quadro definito grave dal Corpo Forestale della Regione Sardegna. Colpiscono le migliaia di uccelli, prevalentemente turdidi, fringillidi ma anche capinere ed un raro astore. Sequestrate ben 14 carcasse di Cervo sardo. Soccorsi e rilasciati quattro Cervi, diciannove cinghiali, e centoventicinque uccelli. Eppure per tutti i cinque arresti effettuati, trattavasi di reati connessi alle armi ed agli stupefacenti. Nessun reato venatorio italiano prevede l’arresto in flagranza di reato e trattasi, in tutti i casi, di violazioni penali contravvenzionali.

Il video riproduce le schede predisposte dal Corpo Forestale della Regione Sardegna – Ispettorato di Cagliari e mostrano in molti casi i rinvenimenti degli animali o loro parti. Le orrende ferite inferte dai lacci cappio (più l’animale tenta di scappare e più tira il cappio, stringendolo), cinghiali ancora vivi tenuti per il filo metallico ed altre nefandezze utilizzate dai bracconieri … alcolizzati.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).  

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