GEAPRESS – Erano arrivati in Italia dalla Slovenia nell’ambito del Progetto Ursus  per il  ripopolamento  della specie in Trentino.
Ora la Lega Nord li ritiene pericolosi e vuole rispedirli a casa: la loro presenza nei boschi sarebbe una minaccia per chi vive e lavora in quelle zone!
Più pericolosi dei cacciatori-bracconieri che, giornalmente, infestano quei boschi?

Il Progetto Ursus (Life Ursus) è stato avviato nel 1996, con fondi europei per cercare di risollevare le sorti dell’ultimo nucleo di Orso bruno delle Alpi italiane.

Il Parco Naturale Adamello Brenta, la  Provincia Autonoma di Trento e l’Istituto Nazionale per la  Fauna Selvatica ritennero di unire le forze  per la salvaguardia dei plantigradi nostrani. In quelle zone erano presenti solo tre Orsi, tutti maschi, quindi la popolazione era biologicamente estinta.
Era necessario introdurre nel territorio almeno 9 individui tra i tre ed i sei anni.
Prima della reintroduzione, un sondaggio di opinione sugli abitanti dell’area dimostrò che almeno il 70% dei  cittadini residenti erano favorevoli alla reintroduzione stessa.

Nel 1999 ci fu la liberazione dei primi due Orsi, Masun e Kirka, catturati nella Slovenia meridionale. Tra il 2000 ed il 2002 furono liberati altri otto individui.
Tutti gli Orsi furono  muniti di radiocollare e marche auricolari trasmittenti. E nel 2004 il Progetto si è concluso dopo un secondo finanziamento europeo.
Oggi la polopazione dei plantigradi è stimata in 30 esemplari e si spera in un ricongiungimento, attraverso i corridoi biologici, di tutte le popolazioni alpine.
Il pericolo d’estinzione, però, non è scongiurato.

Va detto, inoltre,  che  oltre a scongiurare l’estinzione degli Orsi, già biologicamente in atto a quella latitudine, il Progetto Ursus ha sicuramente garantito  per anni occupazione e salario ad alcune decine di persone con diverse competenze e specializzazioni.

Gli Orsi del Trentino hanno già dovuto subire la cattura, lo sradicamento dai luoghi natii, ed ora, una volta ambientati in un nuovo territorio, dovrebbero essere scacciati e riportati in Slovenia. Forse per  entrare, senza sanzioni, nel mirino di qualche cacciatore? (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).