falco palude
GEAPRESS – Tra via Monte Cadria e via Tancredi Chiaraluce, c’è un isoletta. E’ l’Isola Sacra, attorniata da centinaia di imbarcazioni, un grande depuratore, piccoli bacini di carenaggio con  annessi cantieri per le barche ed i pallini dei cacciatori.

Una lingua di terra nell’iperantropizzato Tevere. Lunga meno di 700 metri e larga neanche 200, l’Isola Sacra è diventata teatro di un nuovo episodio di bracconaggio. Un Falco di Palude trovato proprio nell’isola che ricade nel comune di Fiumicino (RM). Era atterrato nei pressi di un canale di bonifica dove lo hanno rinvenuto alcuni cittadini che si sono messi in contatto con i volontari del Centro Habitat Mediterraneo LIPU Ostia. L’immediato intervento ha subito rilevato la gravità di quello sparo. Il Falco, ricoverato ieri presso il Centro Recupero Fauna Selvatica LIPU di Roma, oltre ai tre pallini di piombo da caccia, presenta la frattura multipla scomposta ed esposta dell’ulna e radio dell’ala destra. Alto il rischio di necrosi dell’arto.

Nel mese di settembre un altro Falco di palude era stato recuperato in altra zona del comprensorio romano. A Monterotondo Scalo (vedi articolo GeaPress) un altro Falco era stato centrato dai pallini nel giorno di cosiddetta pre-apertura dell’attività venatoria.

Nell’Isola Sacra, però, il problema di chi non  rispetta la legge sulla caccia (tutti i rapaci sono infatti protetti dalla legge) rivela un preoccupante aspetto al quale, secondo la LIPU, il Comune di Fiumicino dovrebbe subito porre rimedio. Si tratta dei potenziali rischi per l’incolumità pubblica. Un’area ormai fortemente antropizzata, aperta alla caccia e non nuova a fenomeni di bracconaggio.

Questo ennesimo grave episodio di bracconaggio all’Isola Sacra, ai danni di un animale protetto ed assolutamente non confondibile con specie cacciabili quale un falco di palude – ha dichiarato Alessandro Polinori, Co-Responsabile del Centro Habitat Mediterraneo LIPU Ostia – ripropone l’assurdità del fatto che sia ancora consentita la caccia in una zona così delicata, situata alla foce del Tevere e per questo estremamente importante per il transito e la sosta degli uccelli migratori. Episodi del genere non sono però purtroppo nuovi, tanto che in passato anche esemplari di altre specie rare e protette come la spatola sono stati colpiti da fucilate. In aggiunta a ciò, nell’area, circondata da case, i cittadini temono quotidianamente per la propria incolumità, laddove più volte persone a passeggio, sportivi, proprietari di cani, hanno rischiato di rimanere impallinati. Molti abitanti della zona – ha aggiunto il responsabile della LIPU – dopo aver segnalato la situazione alle autorità competenti, ci hanno contattati affinché ci facessimo portavoce delle loro istanze in merito a questo grave problema, dichiarandosi disponibili a sottoscrivere una richiesta pubblica per far interdire l’area all’attività venatoria“.

La richiesta della LIPU Ostia-Litorale è ora rivolta al Sindaco di Fiumicino. Subito un’Ordinanza di divieto di caccia a tutela della pubblica incolumità nella zona dell’Isola Sacra.

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