GEAPRESS – Nuovo provvedimento di sequestro per gli uccellini detenuti dai cacciatori usati come richiami vivi e già sequestrati nelle scorse settimane dal NIPAF del Corpo Forestale di Firenze (vedi articolo GeaPress) . Gli animali, ora affidati al WWF ed in corso di liberazione in natura, erano detenuti da centinaia di cacciatori ai quali erano stati affidati dalla Provincia di Firenze in base a due leggi regionali, emanate nel 2009 e nel 2010, dichiarate poi illegittime dalla Corte Costituzionale.

Il Magistrato titolare dell’inchiesta, dott. Giuseppe Soresina, aveva disposto la prima ordinanza di sequestro che era stata impugnata dalle associazioni di cacciatori, innanzi al Tribunale del Riesame. Questo, che non può comunque entrare nel merito dell’istruttoria, aveva ritenuto di cassare l’azione coercitiva (ovvero il sequestro).

Un atto impugnabile per Cassazione oppure di fatto annullabile con un secondo sequestro se in presenza di sviluppi investigativi. Il Magistrato, infatti, starebbe per aggiungere ai reati già contestati anche quello di omissione di atti d’ufficio che, secondo indiscrezioni già riprese da GeaPress (vedi articolo GeaPress)  potrebbe riguardare alcuni funzionari della provincia di Firenze. Sempre da indiscrezione pervenute, la Regione Toscana, ancor prima del sequestro, era stata sollecitata ad un intervento. Nessun provvedimento risulta essere stato preso. Anzi, occorso il primo sequestro,  la Provincia di Firenze aveva contattato per un parere gli uffici regionali.

La Provincia ebbe, poi, a dichiarare che i cacciatori avrebbero potuto detenere gli uccellini senza però poterli utilizzare come richiami vivi. Una interpretazione, però, che non trova alcun riscontro nei provvedimenti intrapresi dalla Magistratura, la quale ha al vaglio sia i casi di maltrattamenti riscontrati in più animali che avevano subito l’amputazione delle ali e l’accecamento (nella foto) che la verifica di alcuni giovani dell’anno (ovvero nati successivamente ai due periodi di caccia  illecitamente autorizzati dalla Regione Toscana) e riportanti anelli teoricamente inamovibili risalenti, però, al 2009. In pratica, alla morte degli uccellini, l’anello sarebbe stato estratto e ricollocato su pulcini presi nel 2011, quando cioè nessuna legge regionale era stata emanata.   

Intanto, fin da ieri, è iniziata la notifica ai cacciatori ricorrenti del nuovo provvedimento di sequestro. Malumori scontati, sia nei confronti del nuovo provvedimento che della Provincia, specie per i soldi che si sarebbe fatta pagare per consegnare il frutto di un prelievo in natura poi risultato illegittimo. Scontate, inoltre, le polemiche sul WWF autore dell’esposto dal quale è poi scaturita l’azione della Magistratura.

Per il resto Magistratura e NIPAF del Corpo Forestale dello Stato stanno collaborando per la piena definizione della legalità. Ma possibile, gira voce al Palazzo di Giustizia di Firenze, che per ben due volte la Corte Costituzionale è intervenuta contro la legge regionale, senza che sia successo niente?
  
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